(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“È proprio il caso di dirlo: dopo una gestazione di nove mesi, sul decreto bollette la montagna ha partorito un topolino. Famiglie, imprese, agricoltori, artigiani, industriali dei comparti energivori: tutti chiedevano misure strutturali. Che ad ascoltare lo storytelling rattoppato con lo scotch di Giorgia Meloni, si capisce benissimo che non ci sono, lasciando spazio a interventi fiacchissimi.
Partiamo dalle famiglie: se rispetto alla bozza iniziale si aumenta il bonus una tantum da 90 a 115 euro, ma poi si lasciano le stesse risorse a copertura, è chiaro che la platea dei beneficiari andrà a ridursi.
Sul fronte delle imprese, invece di stanziamenti massicci per dare ulteriore spinta alle rinnovabili, unica strada percorribile per garantire abbattimenti dei costi che durino nel tempo, ci sono tutti interventi a mezza altezza che scontentano un po’ tutti e non risolvono nulla.
Sulla sterilizzazione degli Ets si tenta una manovra ardita, che al di là del conclamato menefreghismo verso la decarbonizzazione rischia di avere effetti molto modesti per le imprese e di essere persino bocciata dall’Unione Europea.
Infine, ai colossi dell’energia che macinano miliardi di profitti si fa il solletico con un aumento Irap del 2%, che francamente fa abbastanza sorridere.
Aspettiamo di leggere nel dettaglio il testo, nella speranza di trovarci qualche riga condivisibile. Una cosa è certa: dalle parole di Meloni e dalla grancassa dei parlamentari di Centrodestra esce una cortina di fumo talmente imponente che lascia come presagire che l’arrosto, sotto sotto, non ci sia affatto”.
Così hanno dichiarato in una nota i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle commissioni Attività Produttive e Ambiente.
