Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle, per voce del vicepresidente Mauro Turco, coordinatore del comitato Economia-Imprese-Lavoro, e del capogruppo in commissione Finanze al Senato Marco Croatti, ha duramente criticato la gestione governativa del decreto Accise, definendo l’operato dell’esecutivo come una prova di sciatteria senza precedenti.
I rappresentanti pentastellati hanno ironizzato sullo stato confusionale in cui versa la maggioranza di Centrodestra, alle prese con le dichiarazioni del generale Vannacci, ma hanno riservato le critiche più aspre alla qualità della decretazione d’urgenza, sostenendo che il governo Meloni abbia raggiunto livelli di degrado mai visti prima.
Le quattro modifiche apportate al decreto Accise “ter” rappresentano, secondo il M5S, un esempio lampante di approssimazione legislativa. Durante l’esame del provvedimento in Senato, erano già emersi segnali di perplessità da parte della Presidenza della Repubblica, in particolare riguardo all’emendamento sul marketing selvaggio.
Il Movimento 5 Stelle aveva preso le distanze da questo approccio metodologico considerato eccessivamente forzato, sottolineando come la trasformazione di un provvedimento sui carburanti in un decreto omnibus rappresenti una violazione delle rispettive prerogative di Governo e Parlamento.
Oggi l’esecutivo si trova costretto a fare marcia indietro e a recepire i rilievi del Quirinale, modificando un decreto che sembrava ormai definitivo. L’accostamento di norme eterogenee come quelle sul teleselling, le disposizioni sulle società cooperative, i crediti d’imposta per le minoranze linguistiche e le tutele per il mercato dello zolfo, restituisce l’immagine di una confusione totale, paragonata dai pentastellati a una “maionese impazzita”.
Il M5S ha concluso ribadendo l’inaccettabilità di questo metodo di lavoro legislativo.
