Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino ha espresso dure critiche nei confronti di Delmastro, intervenendo con una nota dopo la sua audizione in Commissione Antimafia.
Secondo Appendino, l’ex sottosegretario alla giustizia si è presentato davanti alla Commissione con un atteggiamento che ha definito di “faccia tosta”, arrivando a definirsi vittima della situazione. La parlamentare ha sottolineato come questa posizione risulti inaccettabile per chi ha assunto il ruolo di sottosegretario entrando in società con la famiglia del prestanome di un clan camorristico.
La difesa presentata da Delmastro, basata sul fatto di non essere stato a conoscenza della situazione e di non essere stato avvertito da nessuno, è stata definita dalla deputata come un tentativo di scaricare le responsabilità sugli altri. Appendino ha ribadito che l’ipotesi della non conoscenza appare talmente inverosimile da non meritare nemmeno considerazione.
La parlamentare pentastellata ha evidenziato la particolare gravità della vicenda ricordando che Delmastro ricopriva il ruolo di sottosegretario con delega al 41-bis, uno degli strumenti più delicati e fondamentali nella lotta alla mafia, concepito proprio per interrompere i collegamenti tra i boss e le loro organizzazioni criminali.
Secondo Appendino, anche qualora si volesse credere alla versione secondo cui una persona in quella posizione non disponesse degli strumenti o della sensibilità necessaria per comprendere con chi stava intrattenendo rapporti, la questione resterebbe comunque di estrema gravità. In tale scenario, le dimissioni sarebbero state comunque l’unica opzione praticabile.
La deputata del Movimento 5 Stelle ha inoltre rivolto un richiamo diretto alla premier Giorgia Meloni, chiedendole di fornire spiegazioni agli italiani sul motivo per cui abbia difeso fino all’ultimo e mantenuto così a lungo in carica una persona simile nella gestione di quello che ha definito il dossier più sensibile della giustizia italiana.
Concludendo il suo intervento, Appendino ha affermato che con il caso Delmastro la vergogna ha raggiunto livelli mai visti prima, continuando a sorprendere per la loro gravità.
