Di Luca Franceschi
///
I parlamentari del Movimento 5 Stelle del Comitato Pianeta 2050 hanno risposto con tono polemico alle critiche di Forza Italia riguardo al deposito di un milione di emendamenti al disegno di legge sulla caccia.
I pentastellati hanno ironizzato sulla posizione degli azzurri, suggerendo che forse questi ultimi siano rimasti ancorati ai metodi cartacei del passato, con faldoni e carrelli pieni di fotocopie. I rappresentanti del M5S hanno sottolineato che ormai da tempo il deposito degli emendamenti avviene attraverso una piattaforma digitale, che non comporta consumo di carta né abbattimento di alberi.
Il gruppo parlamentare ha espresso sorpresa per il fatto che Forza Italia si preoccupi maggiormente della presunta cellulosa utilizzata piuttosto che del contenuto sostanziale del disegno di legge, che a detta dei pentastellati metterebbe a rischio la fauna selvatica e la biodiversità del Paese.
Secondo i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, l’atteggiamento di Forza Italia sarebbe dettato dalla convenienza di evitare il merito delle norme, considerando che il partito azzurro risulterebbe diviso al proprio interno su questa tematica. Per questo motivo troverebbe più comodo aggrapparsi a questioni procedurali.
I parlamentari hanno rivendicato la legittimità dell’ostruzionismo parlamentare, ricordando che si tratta di uno strumento previsto dai regolamenti e utilizzato sia dalla maggioranza che dall’opposizione quando sono in discussione provvedimenti ritenuti particolarmente gravi.
Il Movimento 5 Stelle ha respinto al mittente le lezioni di ambientalismo di Forza Italia, ribadendo la propria preferenza per una discussione nel merito su come fermare un disegno di legge considerato sbagliato dall’inizio alla fine.
I pentastellati hanno concluso affermando che il milione di emendamenti depositati rappresentano esattamente il milione di motivi per cui questa legge non dovrebbe essere approvata.
La nota è stata diffusa dai parlamentari Sergio Costa, Alessandro Caramiello, Carmen Di Lauro, Ilaria Fontana, Gisella Naturale e Susanna Cherchi.
