Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle torna ad attaccare Fratelli d’Italia sulla gestione della Commissione d’inchiesta sul Covid. Le accuse arrivano dal capogruppo pentastellato Alfonso Colucci, che denuncia un atteggiamento pregiudiziale da parte del partito di maggioranza.
Durante l’audizione odierna presso la Commissione, è stato ascoltato Giuseppe Di Salvo, presidente della Sedicesima Sezione Civile del Tribunale di Roma. Nel corso della seduta, sono stati presentati elementi di rilievo emersi dall’attività investigativa, documenti che potrebbero risultare determinanti per tutelare le casse dello Stato.
La questione riguarda una controversia legale legata all’acquisto di mascherine da parte della struttura commissariale durante l’emergenza pandemica. In gioco ci sono oltre 200 milioni di euro che i cittadini italiani rischiano di dover pagare. Gli elementi sottoposti al magistrato potrebbero aiutare lo Stato a evitare questa pesante condanna economica.
Secondo quanto riferito da Colucci, la reazione di Fratelli d’Italia in commissione sarebbe stata durissima. Il partito della premier avrebbe accusato le opposizioni di voler contestare la sentenza, interpretando in modo strumentale l’iniziativa dei Cinque Stelle.
Il capogruppo M5S respinge con forza questa lettura, sostenendo che l’unico interesse del suo gruppo sia quello di difendere le tasche degli italiani. L’accusa è pesante: secondo i pentastellati, Fratelli d’Italia sarebbe disposto a far pagare ai cittadini una somma ingente pur di poter attribuire responsabilità al governo Conte.
Colucci contesta anche la narrazione sulla qualità e sui prezzi delle mascherine acquistate dalla struttura commissariale, definendo false le ricostruzioni circolate. Secondo il rappresentante del M5S, si tratterebbe di una campagna disinformativa finalizzata esclusivamente a screditare l’esecutivo che ha affrontato la fase più acuta dell’emergenza sanitaria.
Il richiamo è al clima politico vissuto durante la pandemia, quando secondo i Cinque Stelle l’opposizione di Fratelli d’Italia si sarebbe caratterizzata per un atteggiamento di contrarietà sistematica alle misure del governo, anche quando queste erano finalizzate alla tutela della salute pubblica.
La speranza del Movimento era che l’esperienza drammatica della pandemia avesse lasciato un insegnamento, portando tutte le forze politiche a mettere l’interesse nazionale davanti alle logiche di parte. Una speranza che, a detta di Colucci, si è rivelata vana.
L’affondo finale è durissimo: Fratelli d’Italia viene accusato di tifare contro l’Italia, di anteporre il consenso elettorale a ogni altra considerazione, inclusa la salute dei cittadini. Un’accusa che testimonia quanto il clima nella Commissione d’inchiesta sul Covid sia tutt’altro che sereno e quanto le ferite politiche di quel periodo siano ancora aperte.
