Di Luca Franceschi
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L’Associazione dei magistrati della Corte dei Conti ha chiesto al governo di riconsiderare l’attuazione della delega sulla riforma della giustizia contabile, in particolare per quanto riguarda gli aspetti che potrebbero essere influenzati dall’esito del referendum costituzionale. Una richiesta che i rappresentanti del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia di Camera e Senato definiscono “sacrosanta”.
Secondo il M5S, sarebbe inaccettabile non cogliere appieno il messaggio che i cittadini hanno lanciato riguardo al funzionamento della giustizia in Italia. I pentastellati ritengono però che sia necessario spingersi oltre la semplice revisione della legge, sostenendo che questa normativa dovrebbe essere completamente eliminata.
La posizione del Movimento è netta: si tratterebbe di una contro-riforma che di fatto cancellerebbe la responsabilità erariale degli amministratori pubblici. Questo cambiamento, secondo i rappresentanti M5S, aprirebbe la strada agli sprechi di denaro pubblico e faciliterebbe le mire predatorie di comitati d’affari e organizzazioni mafiose.
I pentastellati evidenziano inoltre un parallelismo con la riforma costituzionale respinta al referendum, sostenendo che anche questa legge sulla magistratura contabile creerebbe meccanismi di sottomissione della magistratura al potere politico. In questo caso specifico, l’asservimento riguarderebbe la giustizia contabile.
Il Movimento 5 Stelle conclude ribadendo la necessità di interpretare completamente lo spirito che ha portato i cittadini a respingere in modo deciso la riforma della magistratura, estendendo questa volontà popolare anche alla riforma della giustizia contabile.
