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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «CINEMA, AMATO (M5S): ANAC STRONCA CACCIAMANI MA LEI RESTA A CINECITTÀ»

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13.01 - mercoledì 3 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È davvero difficile non restare sconcertati di fronte ai rilievi dell’Anac riportati oggi da Thomas Mackinson sul Fatto Quotidiano: secondo l’Autorità, i 650 mila euro affidati da Cinecittà alla società One More Pictures – fondata e partecipata da Manuela Cacciamani – «eluderebbero» il Codice degli appalti e sarebbero stati conferiti in assenza dei presupposti.

Si parla delle campagne Cinema Revolution Estate e Cinema Revolution Inverno, guarda caso proprio quelle al centro del nostro esposto presentato mesi fa alla Procura, esposto dal quale potrebbe emergere un quadro ancor più problematico rispetto a quello già rilevato dall’Anac.

È singolare che nel 2023 questi affidamenti diretti, ben oltre il limite di 140 mila euro previsto dalla legge, siano avvenuti tramite procedure senza bando; e ancora più singolare che nel luglio 2024 la stessa Cacciamani sia divenuta amministratrice delegata di Cinecittà, cioè dell’ente che aveva appena erogato 650 mila euro alla società da lei fondata.

Una situazione che, se confermata in tutte le sue implicazioni, configurerebbe un cortocircuito istituzionale non più sostenibile.

Non è un caso che Angelo Teodosi Zaccone di IsICult avesse già sollevato queste “anomalie” a Cinecittà ormai da anni.

Ora le sue preoccupazioni sembrano trovare riscontri nelle parole dell’ANAC, che ricorda come Cinecittà sia, a tutti gli effetti, una società pubblica e quindi tenuta al rispetto delle norme sugli appalti e alla piena trasparenza sull’utilizzo dei fondi dei contribuenti.

Trasparenza che, a quanto emerge, Cinecittà e le società coinvolte avrebbero invece negato, rinviandosi reciprocamente la responsabilità sulla documentazione.

In un paese normale sorgerebbe spontanea la domanda politica e istituzionale che nessuno potrebbe evitare: come può l’attuale amministratrice delegata continuare a ricoprire questo ruolo mentre il suo stesso operato passato, attraverso la società da lei fondata, è oggetto dei rilievi dell’Anac e delle verifiche della magistratura contabile e ordinaria?

Ma siamo nell’Italia di Giorgia Meloni, e tutto questo scivola via marchiando la cultura italiana del loro infido amichettismo.

Così il deputato M5S Gaetano Amato.

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