(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Durante il suo intervento in discussione generale sul decreto Sicurezza sul lavoro, in Aula alla Camera il capogruppo del M5S in commissione Lavoro, Dario Carotenuto, ha letto i nomi delle vittime sul lavoro: 896 nei primi dieci mesi del 2025.
“Quando leggi una lista così – ha affermato Carotenuto al termine del lungo elenco – quando pensi al dolore delle famiglie che vedono la loro vita distrutta da un evento del genere, non c’è spazio per la propaganda: o fai una riforma vera o stai solo facendo il palo a una strage.
Purtroppo oggi ci troviamo di nuovo davanti a un provvedimento che Governo e maggioranza vendono come ‘storico’, ‘epocale’; come un ‘cambio di paradigma’. Ma la realtà è più banale e più grave: questo è un testo scritto col freno a mano tirato, con l’ennesima fiducia per evitare il merito, con un esame lampo e centinaia di emendamenti finiti nel tritarifiuti”.
“Sulla sicurezza – ha aggiunto il deputato del M5S – non serve una verniciata ma una strategia: formazione vera, prevenzione a partire dalla scuola, controlli continui, responsabilità lungo tutta la filiera produttiva.
Questo decreto non ha il coraggio delle scelte che contano: non c’è la Procura nazionale del lavoro né l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro. Un decreto che ignora i rischi nuovi, dalla iperconnessione senza diritto alla disconnessione fino all’impatto dell’IA sull’organizzazione del lavoro e sulla pressione produttiva. Anche qui: zero visione, zero coraggio.
Noi vogliamo leggi che impediscano che altri nomi entrino in una lista. Lo dobbiamo a Luana D’Orazio, a Patrizio Spasiano e alle famiglie loro e di chi è stato ucciso sul lavoro come loro” ha concluso Carotenuto.
