Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino ha lanciato un duro attacco al governo Meloni sulla questione energetica, definendo l’esecutivo “fermo al palo” di fronte a uno scenario internazionale in continua evoluzione. Secondo la parlamentare pentastellata, è necessario adottare un approccio pragmatico che metta al centro le necessità delle famiglie italiane alle prese con bollette sempre più salate.
“Bisogna rimettere sul tavolo la questione del gas russo”, ha dichiarato Appendino, precisando che non si tratta di una posizione ideologica ma di una questione di sopravvivenza economica per milioni di cittadini. La deputata ha criticato aspramente le scelte dell’attuale governo, accusandolo di rimanere immobile di fronte al caro bollette e di non aver messo in campo misure concrete come lo sblocco dell’accisa mobile, il taglio delle tasse sui carburanti o la tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche.
Particolarmente dura la critica verso la decisione di legarsi agli Stati Uniti nell’acquisto di gas liquido americano a prezzi che Appendino definisce “esorbitanti”. La parlamentare ha sottolineato come il quadro internazionale sia radicalmente cambiato, con le tensioni nello stretto di Hormuz, il petrolio utilizzato apertamente come arma di guerra e i mercati energetici in stato di fibrillazione.
In questo contesto, secondo la deputata M5S, continuare a ignorare la possibilità di riaprire ai flussi di gas russo equivale a una scelta deliberata di non tutelare i cittadini italiani. Appendino si è detta favorevole a questa opzione, considerandola una delle leve concrete disponibili per abbassare i prezzi dell’energia.
Ma la proposta della parlamentare va oltre gli aspetti puramente economici. Riaprire al gas russo, secondo Appendino, rappresenterebbe anche un importante segnale distensivo che potrebbe facilitare l’apertura di un tavolo di pace tra Russia e Ucraina, configurandosi come un’alternativa concreta a quella che definisce “sterile escalation militare europea”.
Il messaggio finale al governo Meloni è netto: iniziare a fare scelte coraggiose nell’interesse degli italiani e della stabilità internazionale, oppure ammettere apertamente di preferire l’acquisto di gas americano a prezzi elevati pur di non scontentare Washington.
