(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Tribunale del lavoro di Trani ha preso una decisione importante che ristabilisce un principio fondamentale: i diritti e la dignità dei lavoratori non possono essere oggetto di contratti al ribasso. Accolgo quindi con grande soddisfazione la bocciatura del Ccnl firmato a fine 2024 da Assocontact e Cisal.
Fin dal momento della firma mi sono battuto con forza contro quell’accordo, denunciandone i contenuti e gli effetti potenzialmente devastanti per migliaia di lavoratori dei call center. Si trattava di un contratto che rischiava di svuotare tutele fondamentali, abbassare salari e indebolire le garanzie costruite negli anni attraverso il confronto tra le parti sociali realmente rappresentative.
Per questo ho presentato anche specifiche interrogazioni parlamentari chiedendo al Governo di chiarire perché si continuasse a riconoscere un ruolo privilegiato alla Cisal, un sindacato che rappresenta meno dello 0,50% dei lavoratori del settore dei call center. A quelle interrogazioni, purtroppo, non è mai arrivata alcuna risposta.
La decisione del Tribunale di Trani dimostra che avevamo ragione: non si può costruire il futuro del lavoro nel nostro Paese attraverso contratti che abbassano gli standard e scaricano il costo della competitività sulle spalle dei lavoratori.
Ora è il momento di cambiare strada: basta con il dumping contrattuale e con gli accordi firmati da soggetti che non rappresentano realmente i lavoratori. Il settore dei call center merita regole chiare, contratti dignitosi e un confronto vero con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Così il senatore e vicepresidente del M5S Mario Turco, componente della Commissione d’inchiesta sulle banche.
