Di Luca Franceschi
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La capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione bilancio del Senato, Elisa Pirro, è intervenuta con una dura critica alla situazione economica italiana sotto il Governo Meloni.
Riprendendo le parole della premier sulla debacle della legge elettorale, in cui aveva affermato che “ha vinto la palude”, la senatrice pentastellata ribalta l’accusa: la vera palude si trova nell’economia del Paese. Sotto la guida di Meloni e del ministro Giorgetti la crescita economica è stata azzerata, con l’Italia che si posiziona ultima tra i Paesi del G20 e terzultima in Europa.
A questo quadro si aggiunge una pressione fiscale portata a livelli record e salari reali che sono colati a picco nel confronto con tutti i principali Paesi Ocse. Una situazione di generale stagnazione che coinvolge l’intera economia nazionale.
Tuttavia, c’è un settore che non solo non ha conosciuto la palude, ma ha vissuto un vero e proprio boom: quello bancario. Complici alcune decisive mosse del Governo, le banche hanno registrato performance eccezionali. Un’analisi dell’economista Stefano Caselli, direttore della School of management dell’Università Bocconi, conferma che il record di capitalizzazione della borsa italiana è quasi integralmente dovuto al boom delle banche.
Ma cosa ha alimentato questo boom negli ultimi anni? Secondo l’analisi, tutto è partito dal risiko bancario innescato a fine 2024 dall’Esecutivo Meloni con la cessione a cordate finanziarie “amiche” del 15% che il Mef deteneva in Mps. Da quel momento si sono susseguite ben 8 offerte di acquisto e scambio, spingendo i fondi a scommettere in massa sui titoli bancari.
Questa ricostruzione trova conferma anche nei dati Consob presentati il giorno prima in occasione del discorso dell’Autorità al mercato. Il quadro che emerge è chiaro: ricchi premi per gli shareholders, la palude per gli stakeholders.
Una sintesi plastica, conclude Pirro, di cosa è stato in generale il Governo Meloni: un esecutivo che ha favorito gli interessi degli azionisti e della finanza a scapito dell’economia reale e dei cittadini.
