(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Dolores Bevilacqua ha attaccato duramente Maurizio Gasparri e Massimo Giletti in merito alle recenti polemiche che hanno coinvolto il giornalista Sigfrido Ranucci.
“Anche oggi Maurizio Gasparri si sveglia e attacca la Rai e Ranucci. E’ la sua ossessione quotidiana, e lo sappiamo, ma il fatto che proprio lui che fa parte di una maggioranza che fa dell’omofobia una bandiera politica si appigli a questo, è veramente triste per non dire vergognoso”, ha dichiarato la senatrice pentastellata.
“Basti ricordare quando, durante una puntata di Porta a Porta, si parlò apertamente di ‘lobby gay’ e Gasparri non ebbe nulla da eccepire. Un silenzio che rende evidente come l’indignazione venga usata a fasi alterne”, ha aggiunto Bevilacqua.
La senatrice ha poi rivolto critiche anche a Massimo Giletti: “Quanto a Giletti, che ieri sera ha mostrato con tono indignato alcune chat tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia riguardanti Tommaso Cerno e il cosiddetto ‘giro gay’, va precisato – come ha spiegato lo stesso Ranucci – che quella frase non fosse riferita lui”.
“E comunque: era lui o era un altro Giletti quello che poche settimane fa ha ospitato Fabrizio Corona? Il giornalismo del servizio pubblico può davvero scegliere di guardare a modelli come quello di Corona?”, si è chiesta la parlamentare del M5S.
Bevilacqua ha poi criticato l’approccio giornalistico di Giletti: “Spacciare gossip per giornalismo d’inchiesta con l’obiettivo di fare la morale a chi, per il proprio lavoro, vive sotto scorta da anni, certifica un preoccupante decadimento del ruolo del servizio pubblico”.
“La Rai non dovrebbe chiedersi il motivo della continua perdita di spettatori. Dovrebbe semplicemente guardare alla qualità e all’impostazione dei contenuti che propone”, ha sottolineato la senatrice.
“D’altronde con Giletti siamo abituati al fatto che la coerenza possa essere applicata a fasi alterne. Gasparri e coerenza invece non possono proprio stare nella stessa frase”, ha concluso Dolores Bevilacqua.
