Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, Vicepresidente del Movimento 5 Stelle e responsabile della Politica Economica e Fiscale, ha lanciato un duro attacco al Governo Meloni sulla gestione del sistema bancario italiano. Turco, che è anche componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo, ha dichiarato che le previsioni del suo movimento si sono rivelate corrette.
Secondo il parlamentare pentastellato, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha dato il via e sostenuto una stagione di risiko bancario con la decisione di cedere, alla fine del 2024, il 15% di Mps a cordate finanziarie considerate “amiche”. Un’operazione definita anomala, caratterizzata da evidenti profili di conflitto d’interesse, tanto da finire al centro di un’inchiesta della Procura di Milano.
Da quel momento si è innescata una reazione a catena che ha progressivamente coinvolto tutti i principali protagonisti del sistema finanziario italiano: Mps, Mediobanca, Generali, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Bper e Unipol. Oggi si assiste all’ennesimo capitolo di questa vicenda, con una competizione tra offerte alternative per il controllo di Mps e degli asset strategici a essa collegati.
Il paradosso evidenziato da Turco è lampante: Mps, da predatore con il battesimo di Giorgia Meloni, è diventata preda. Il Governo ha avviato un processo senza mai spiegare al Paese se ci fosse una strategia industriale sottostante e quali obiettivi intendesse perseguire nell’interesse generale.
Il senatore ha criticato anche l’utilizzo selettivo del golden power da parte di Meloni e Giorgetti, che sono intervenuti in alcune operazioni mentre su altre hanno scelto di non intervenire, senza che siano mai stati chiariti i criteri adottati.
La vera questione, sottolinea Turco, riguarda chi tutelerà il risparmio degli italiani e come verranno garantiti il pluralismo del sistema bancario, la concorrenza nel mercato del credito e la salvaguardia degli asset strategici nazionali. Per questo il Movimento 5 Stelle presenterà un’interrogazione sulle operazioni in corso, con l’obiettivo di porre l’accento sulle incomprimibili esigenze di tutela del risparmio, come impone l’articolo 47 della Costituzione.
