(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Tra i tanti salassi che il governo Meloni ha inferto alle tasche degli italiani, quelli che più fanno tremare i polsi riguardano le automobili. Chi ne possiede una oggi praticamente è chiamato a pagare tutto di più. In primis l’assicurazione. Da quella “base” a quelle “accessorie”, che aumentano ancora di più.
Poi c’è il bollo, che registra in alcune regioni aggravi in doppia cifra. Nonostante le promesse da marinaio di Salvini, poi, nulla da fare per il blocco dei pedaggi autostradali: il prezzo sale pure lì.
Si chiude poi con il dissennato allineamento delle tariffe di diesel e benzina, apogeo di un triennio di politiche deliranti sui carburanti: costa ovviamente più il gasolio, ma non costa meno la verde.
In sostanza, in questo 2026 agli italiani che non utilizzano l’auto così spesso conviene decisamente andare a piedi. I salari restano fermi, il carovita morde e il taglieggio indiscriminato continua.
Per tre anni ci siamo sentiti ripetere dal governo la solfa che se tanti italiani sono arrivati al punto di rinunciare all’auto la responsabilità era solo del Green Deal e delle stringenti regole europee. Da Meloni a Salvini, da Tajani a Urso, la tiritera era sempre la medesima.
Forse sarebbe il caso che iniziassero a guardarsi ogni tanto anche allo specchio”. Così in una nota il senatore M5s Luigi Nave.
