(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I dati della Fondazione GIMBE delineano un quadro drammatico e inequivocabile: negli ultimi dieci anni, il personale sanitario italiano è stato letteralmente saccheggiato di 33 miliardi di euro.
Una cifra mostruosa che testimonia il disinvestimento sistematico operato ai danni di medici, infermieri e professionisti della salute, i veri pilastri del nostro Servizio sanitario nazionale: in dodici anni la spesa per i professionisti è crollata dal 39,7% al 36,6%.
Mentre il Governo Meloni si perde in propaganda ideologica e riforme ordinamentali che nulla hanno a che fare con i bisogni reali della popolazione, la fuga del personale verso il settore privato o verso l’estero diventa un’emorragia inarrestabile.
Non si può garantire il diritto costituzionale alla salute senza investire nelle risorse umane; eppure, l’attuale esecutivo sceglie deliberatamente di ignorare il grido d’allarme che arriva quotidianamente dai reparti e dai pronto soccorso.
Invece di stabilizzare i precari e adeguare gli stipendi agli standard europei, si prosegue con la logica dei tagli e dei ‘bonus’ una tantum, palliativi inutili di fronte a un vuoto strutturale che sta condannando la nostra sanità pubblica a una morte lenta e programmata.
Questo governo sta smantellando pezzo dopo pezzo il welfare universale per favorire gli interessi della sanità privata.
Così non si può più andare avanti, serve un cambio di rotta immediato”, afferma la senatrice del M5S Vincenza Aloisio.
