Di Luca Franceschi
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Il decreto 1° Maggio rappresenta l’ennesimo provvedimento che il governo Meloni propone sul tema del lavoro a scopo puramente propagandistico. Annunciato alla vigilia della Festa dei lavoratori, questo provvedimento non metterà un centesimo in più nelle tasche dei lavoratori italiani. Lo ha dichiarato Dario Carotenuto, capogruppo del M5S in commissione Lavoro alla Camera, in un’intervista a La Notizia.
Secondo il parlamentare pentastellato, la priorità dovrebbe essere ben altra. Nel nostro Paese 6,2 milioni di persone, pur lavorando magari dalla mattina alla sera, non arrivano a guadagnare 1.000 euro al mese. Si tratta del 25% del totale degli occupati, uno su quattro: un’enormità che rappresenta anche uno schiaffo alla Costituzione.
Davanti a questi numeri drammatici, un esecutivo serio, invece di fare propaganda e vaneggiare di “salario giusto”, avrebbe dovuto rispondere con la proposta di un salario minimo legale. Questo strumento esiste già in 22 Paesi europei su 27 e ha aiutato a contrastare l’inflazione, come confermano illustri economisti.
Nel nostro Paese, invece, siamo ancora costretti ad ascoltare la fake news di meloniani, leghisti e forzisti che, mentendo sapendo di mentire, vogliono far credere ai cittadini che l’introduzione di questa misura farebbe abbassare i salari. Una vera e propria eresia, secondo Carotenuto.
Oltre ad alzare strutturalmente i salari bassi, serve attuare una seria politica di redistribuzione della ricchezza. Non è più tollerabile che, mentre i poveri diventano sempre più poveri, i benestanti vedano crescere i loro conti in banca. I dati ci dicono che oggi il 48% della ricchezza nazionale è in mano al 5% degli italiani: una situazione inaccettabile.
Anche in tema di sicurezza sul lavoro, per il capogruppo pentastellato è evidente a tutti che il governo non ha fatto abbastanza. Anche la tanto decantata patente a crediti si è rivelata un clamoroso flop. Serve una svolta per fermare questa infinita scia di sangue.
Per tale motivo il Movimento 5 Stelle ha depositato, a prima firma Barzotti, una proposta di legge al fine di modificare il decreto 81/2008, il Testo unico sulla sicurezza. Tra le altre cose, questa prevede una reale attuazione del cosiddetto diritto all’autotutela in presenza di situazioni di rischio grave.
Il parlamentare conclude ricordando che la dignità del lavoro non è un privilegio ma un diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione, e che il governo dovrebbe tenerne sempre conto.
