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GRUPPO PER LE AUTONOMIE * SENATO: «GARDA, AURORA FLORIDIA: “CORSE CLANDESTINE E RADUNI ILLEGALI, MINISTERO INTERVENGA”»

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15.40 - giovedì 23 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sul lago di Garda si moltiplicano raduni automobilistici illegali e corse clandestine, con rischi gravissimi per la sicurezza di cittadini e utenti della strada. Il Ministero intervenga rapidamente: quanto accaduto nelle ultime settimane è francamente inaccettabile.

È questa la richiesta avanzata dalla senatrice dei Verdi Alto Adige-Sudtirol, Aurora Floridia, nel corso del Question Time al Senato, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

Gli episodi di Peschiera del Garda, dove un’auto lanciata ad alta velocità ha provocato un violento incidente, e di Caprino Veronese, dove due carabinieri sono rimasti feriti dopo lo speronamento di una pattuglia, dimostrano la gravità di un fenomeno che mette concretamente a rischio l’incolumità delle persone.

La Gardesana è già un’arteria particolarmente delicata, interessata ogni giorno da un traffico molto intenso e resa ancora più vulnerabile dalle caratteristiche del tracciato e dalla conformazione del territorio.

I numerosi incidenti, anche mortali, che si verificano lungo questa strada impongono di considerare la sicurezza una priorità assoluta.

In un quadro già così complesso, corse clandestine e raduni automobilistici illegali rappresentano un ulteriore fattore di pericolo che non può essere sottovalutato né tollerato.

Ma questi episodi sono soltanto la punta dell’iceberg di un problema molto più ampio.

Sul Garda ci troviamo di fronte a un sistema della mobilità sempre più congestionato, pericoloso e insostenibile, che soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico mostra tutti i suoi limiti.

Accanto agli interventi immediati, serve una strategia di lungo periodo per il lago di Garda, sostenuta da risorse adeguate e capace di tenere insieme sicurezza stradale, potenziamento del trasporto pubblico, mobilità sostenibile e navigazione lacustre.

E di certo non si può pensare di risolvere questi problemi con la ciclovia del Garda, venduta per anni come una sorta di panacea per la mobilità del territorio, ma che non affronta le vere criticità e, in diversi tratti, rischia invece di produrre un pesante impatto sul paesaggio e sull’ambiente.

Serve una visione diversa, fondata sulle reali esigenze delle comunità locali e sulla tutela di un territorio che rappresenta un patrimonio economico, ambientale e turistico per l’intero Paese.

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