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GRUPPO PER LE AUTONOMIE * SENATO: «DDL CACCIA, UNTERBERGER (SVP): NORMA SU UCCELLI DA RICHIAMO FAVORISCE IL BRACCONAGGIO»

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13.37 - venerdì 22 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Il quadro tracciato da Markus Raffeiner, responsabile della vigilanza venatoria dell’Associazione Cacciatori Alto Adige, spiega perfettamente perché la norma sull’uso illimitato degli uccelli vivi per i richiami nella caccia, contenuta nel ddl caccia del Governo nazionale, è un regalo al bracconaggio.

Purtroppo il mio emendamento per cancellare questa norma è stato respinto in Commissione.

Lo ripresenterò in aula.”

Così, in una nota, la senatrice della SVP e Presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger.

“Ogni anno in Italia, secondo il rapporto The Killing di BirdLife International, oltre 5 milioni di uccelli cadono vittime del bracconaggio.

Nella nostra provincia, tra maggio e giugno, decine di bracconieri arrivano nelle aree agricole per saccheggiare i nidi degli uccelli canori.

I pulcini vengono strappati ai nidi quando sono ancora incapaci di volare, stipati in zaini e trasportati illegalmente verso il Nord Italia: molti muoiono durante il viaggio.

Quelli che sopravvivono vengono allevati in condizioni innaturali, spesso al buio, rinchiusi in piccole gabbie.

Quando vengono nuovamente esposti alla luce, provano un forte dolore e reagiscono emettendo i richiami acuti che si vogliono ottenere.

È un traffico estremamente organizzato e redditizio, che secondo gli operatori coinvolge migliaia di animali ogni anno e alimenta un mercato illegale in cui solo una minima parte dei responsabili viene individuata.

Mentre in Sudtirolo l’uso dei richiami vivi è vietato, il ddl nazionale cancella qualsiasi limite al numero di esemplari detenibili.

Una scelta che rende molto più difficili i controlli e favorisce inevitabilmente traffici e commercio illecito.

L’Italia è seconda solo all’Egitto per numero di uccelli catturati e uccisi nell’area mediterranea.

E secondo Legambiente solo un bracconiere su venti viene individuato.

L’Italia è già stato oggetto di procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea per la mancata applicazione della Direttiva Uccelli, soprattutto per quanto riguarda il contrasto al bracconaggio e al commercio illegale di fauna selvatica.

Serve una netta inversione di rotta.

La caccia agli uccelli e i richiami vivi devono essere vietati, non agevolati.

Le pene per il bracconaggio devono essere aumentate.

Non è folklore o tradizione: è un attentato alla biodiversità e un crimine che va contrastato con decisione.”

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