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GRUPPO PER LE AUTONOMIE * SENATO: «DDL CACCIA, UNTERBERGER (SVP):  CACCIA A UCCELLI CANORI E USO RICHIAMI VIVI ANDAVANO VIETATI, NON DEREGOLAMENTATI»

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10.20 - mercoledì 24 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Non più di un anno fa, il Parlamento ha votato per rendere il giorno di San Francesco festa nazionale. Questa legge va nella direzione opposta del messaggio francescano: considera l’ambiente una risorsa da sfruttare e soprattutto liberalizza la caccia agli uccelli.”

Così, in aula, la senatrice e Presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger, sul ddl caccia.

“Eppure – ha aggiunto – sull’Italia pende una procedura d’infrazione per la mancata applicazione della direttiva Uccelli. La caccia illegale agli uccelli resta molto diffusa. Secondo la Lipu, ogni anno sono circa 5 milioni gli uccelli vittime dell’uccellagione, appartenenti anche a 98 specie a rischio di estinzione. E poi ci sono i problemi legati al cambiamento climatico. I dati 2025 del Ministero dell’Agricoltura parlano di un calo degli uccelli nelle aree agricole tra il 30 e il 50 per cento.

Perché – ha chiesto rivolgendosi alla maggioranza – volete liberalizzare ulteriormente la caccia a specie già colpite dalla crisi climatica e dalla perdita di habitat? Per andare incontro alla lobby dei cacciatori di uccelli? O per compiacere chi continua a considerare gli uccelli canori una prelibatezza gastronomica?

Secondo Legambiente – ha aggiunto – da uno a due milioni di uccelli ogni anno finiscono ancora nel mercato tra richiami vivi e ristoratori del nord Italia. Nonostante il divieto di vendita, la normativa viene aggirata e i controlli risultano molto difficili.

Noi sudtirolesi lo sappiamo bene. Nei nostri frutteti, agricoltori, cacciatori e guardie forestali organizzano attività di vigilanza per contrastare i predatori di nidi durante il periodo della nidificazione. Spesso si tratta delle stesse persone che tornano a colpire anno dopo anno. Questo dimostra che le pene per l’uccellaggione sono ancora troppo lievi. E anche l’inasprimento delle ammende previsto dal provvedimento appare insufficiente.

Per questo la caccia agli uccelli canori dovrebbe essere vietata, come già avviene in diversi Paesi europei, tra cui la Germania già dal 1979 e l’Austria dal 2005.

Con questo disegno di legge, al contrario, si vuole introdurre la tradizione come motivo per derogare alla Direttiva Uccelli dell’Unione europea.

Ma anche il bracconaggio nasce da una tradizione. Come tradizioni sono i richiami vivi, i canarini accecati per essere usati come esche o gli archetti che lasciano gli animali morire dopo lunghe sofferenze. Tradizioni di questo tipo non meritano tutela. Sono pratiche di un passato che dovrebbe essere definitivamente superato.

Questa legge va nella direzione sbagliata. È contraria allo spirito dell’articolo 9 della Costituzione e in contrasto con gli indirizzi europei. Soprattutto, non è degna di un Paese che ha in San Francesco il proprio Patrono.”

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