Di Luca Franceschi
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Tenerini (FI): “Cecina, Paese dei balocchi: risposta della giunta culturalmente povera. La Cinquantina merita visione, non alibi”
“La replica dell’assessore Bianchi sulla Cinquantina e sul Paese dei Balocchi è, francamente, una risposta culturalmente povera.
Liquidare o ridimensionare una manifestazione solo perché prevedeva un biglietto d’ingresso significa non aver capito nulla della natura di quell’evento. Il Paese dei Balocchi non era una sagra improvvisata, né una furbata commerciale: era una manifestazione costruita attorno al lavoro di artisti, compagnie, performer, artisti di strada, spesso giovani, spesso fragili dal punto di vista economico, ma portatori di un talento vero. Un pezzo di mondo culturale che andrebbe difeso, sostenuto e valorizzato, non guardato con sufficienza burocratica.
Se un evento riesce ad attrarre migliaia di persone anche con un biglietto d’ingresso, forse la domanda che un’amministrazione dovrebbe farsi non è “perché si paga?”, ma “perché funziona?”. E magari dovrebbe chiedersi perché altre iniziative, pur sostenute con risorse pubbliche e senza biglietto, non riescano ad avere la stessa forza, la stessa identità, la stessa capacità di richiamo.
Il punto è tutto qui: il problema non è il biglietto. Il problema è la qualità della programmazione. Perché quando una manifestazione è bella, riconoscibile, partecipata e capace di portare famiglie, bambini, artisti e visitatori in uno dei luoghi più importanti della città, una giunta seria non la archivia con due frasi di circostanza. La sostiene, la migliora, la rende ancora più accessibile, magari investendoci direttamente.
Invece a Cecina accade il contrario: si trovano risorse per iniziative molto meno partecipate e molto meno incisive, mentre si lascia morire un appuntamento che negli anni aveva contribuito a dare identità all’estate cecinese. Poi si prova a raccontare che la Cinquantina è viva perché ospita qualche attività e qualche iniziativa. Bene, nessuno lo nega. Ma una cosa è tenere aperto un contenitore, un’altra è farne un motore culturale della città.
La Cinquantina non ha bisogno di alibi. Ha bisogno di una visione. Ha bisogno di una stagione culturale degna di questo nome, di promozione, di investimenti, di una regia pubblica capace di valorizzare ciò che funziona invece di cancellarlo.
E soprattutto Cecina non ha bisogno di amministratori che trattano come un problema ciò che era una ricchezza. Il Paese dei Balocchi non era solo un evento: era un’esperienza, un richiamo, un pezzo di immaginario collettivo per tante famiglie. Averlo perso non è una scelta da rivendicare. È un impoverimento per la città”.
Così in una nota la deputata Chiara Tenerini, s egretario provinciale Forza Italia Livorno.
