Di Luca Franceschi
///
DDL CACCIA: CASTIGLIONE (FI), GRAZIE AL M5S PER LA LEZIONE DIGITALE, MA I FASCICOLI DEGLI EMENDAMENTI VENGONO ANCORA DISTRIBUITI
«Ringraziamo i colleghi del Movimento 5 Stelle per l’appassionata lezione di informatica parlamentare. Sappiamo perfettamente che gli emendamenti vengono depositati attraverso una piattaforma digitale: la stessa che, davanti alla mole eccezionale delle loro proposte, è andata in difficoltà e non è riuscita a riceverle tutte. Ma i colleghi sanno altrettanto bene che il procedimento parlamentare non si esaurisce premendo il tasto “invia”: gli emendamenti devono essere acquisiti, ordinati, numerati, verificati, raccolti nei relativi fascicoli e messi a disposizione dei deputati chiamati a esaminarli e votarli».
Lo dichiara Giuseppe Castiglione, deputato di Forza Italia e Capogruppo del partito nella Commissione Agricoltura della Camera, replicando alla nota del Movimento 5 Stelle sul DDL Caccia.
«Il deposito telematico non rende magicamente immateriale tutto ciò che avviene dopo. Con un milione di emendamenti non siamo più davanti a qualche faldone o a un carrello di fotocopie, ma a un’operazione che determina un enorme aggravio organizzativo per gli uffici della Camera e un consumo di carta tutt’altro che immaginario. Pensare che basti un clic per salvare gli alberi è una concezione quantomeno creativa della transizione digitale».
«Il punto politico, tuttavia, è ancora più serio. Un milione di emendamenti non arricchisce il confronto e non aiuta a migliorare il provvedimento: ne rende materialmente più difficile l’esame, svilisce il dibattito parlamentare e rischia di trasformarlo in una farsa. È un’iniziativa concepita soprattutto per ottenere un titolo di agenzia e qualche condivisione sui social. Forza Italia ha scelto una strada diversa: proposte puntuali, concrete, motivate e pienamente verificabili».
«I nostri emendamenti intervengono sui punti più delicati del disegno di legge in maniera puntuale. I colleghi del Movimento 5 Stelle possono continuare a contare gli emendamenti e a impartire lezioni digitali. Noi preferiamo valutarne il contenuto e lavorare nel merito. L’ambiente non si difende con record propagandistici, ma con norme equilibrate, controlli efficaci e decisioni fondate su dati scientifici».
