Di Luca Franceschi
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La senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Giustizia e relatrice in Senato della legge che ha reso la maternità surrogata reato universale, ha espresso forti critiche nei confronti della decisione del Comune di Roma di concedere il patrocinio all’undicesima edizione dei Diversity Media Awards, manifestazione prevista per settembre.
Secondo Campione, la scelta dell’amministrazione capitolina risulta particolarmente grave poiché l’evento, attraverso la narrazione di esperienze legate alla maternità surrogata, finisce per legittimare una pratica che l’ordinamento italiano considera lesiva della dignità della donna e dei diritti del bambino.
La senatrice ha ribadito la posizione del Parlamento italiano, che ha stabilito con chiarezza come l’utero in affitto non rappresenti un diritto, bensì una forma di sfruttamento del corpo femminile e di mercificazione della vita. In questa prospettiva, risulta incomprensibile che un’amministrazione pubblica patrocini un evento che propone una narrazione opposta a questa valutazione.
Campione ha evidenziato una contraddizione significativa nell’operato dell’amministrazione romana. Mentre il governo italiano è impegnato a Ginevra, insieme a numerosi altri Paesi, per promuovere una moratoria internazionale contro la maternità surrogata, il Campidoglio sta operando nella direzione diametralmente opposta.
La senatrice ha quindi rivolto un appello al sindaco Gualtieri e all’assessore competente, chiedendo loro di chiarire la decisione assunta e di valutare concretamente il ritiro del patrocinio. Secondo Campione, Roma Capitale non può prestare il proprio nome a un’iniziativa che legittima l’utero in affitto, sottolineando che la dignità delle donne e i diritti dei bambini non sono materia negoziabile.
