Di Luca Franceschi
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Il presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, avrebbe nuovamente attivato quella che il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini definisce come “la macchina della menzogna e della strumentalizzazione”. Secondo Zaffini, le affermazioni della Giunta regionale sullo stato delle liste d’attesa non corrisponderebbero alla realtà dei cittadini umbri, che si troverebbero in gravi difficoltà.
A detta del senatore, con l’amministrazione di sinistra le prestazioni sanitarie sospese e in attesa avrebbero registrato un raddoppio in valore assoluto rispetto a quelle lasciate dalla precedente giunta di centrodestra. Un dato che contrasterebbe significativamente con quanto sostenuto dalla Proietti.
La questione centrale riguarda la metodologia con cui l’Umbria comunica i dati al cruscotto nazionale. Secondo Zaffini, la Regione adotterebbe una “prassi disinvolta” che consiste nell’iscrivere in agenda l’appuntamento soltanto quando sulla carta si libera effettivamente un posto. Tale pratica genererebbe quello che Zaffini chiama un “limbo vergognoso” che interessa numerosi pazienti in attesa della chiamata, pur non risultando nei dati trasmessi al Ministero della Salute.
Il presidente della commissione Sanità del Senato precisa che i dati citati dal ministro Orazio Schillaci riguarderebbero i tempi di erogazione delle prestazioni rispetto alla norma nazionale, non il numero effettivo delle prestazioni sospese e non erogate, dato in cui l’Umbria registrerebbe il suddetto raddoppio. Zaffini sottolinea come, attraverso questa gestione dei dati, verrebbe meno quella che definisce “l’onestà intellettuale di un Ministro della Repubblica” che valuta equamente sia le Regioni governate dalla sinistra che quelle governate dal centrodestra.
