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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «UE, TERZI (FDI): ITALIA SOSTIENE ADESIONE SERBIA, BALCANI PRIORITÀ STRATEGICA»

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10.55 - sabato 18 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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L’Italia conferma il suo pieno appoggio al percorso di adesione della Serbia all’Unione europea, considerando i Balcani occidentali una priorità strategica per la sicurezza politica ed economica dell’intero continente europeo. A dichiararlo è Giulio Terzi, senatore di Fratelli d’Italia e presidente della commissione per le Politiche Ue di Palazzo Madama, in seguito a una missione ufficiale svolta a Belgrado insieme alla senatrice Rojc.

Durante gli incontri con le autorità e le commissioni parlamentari serbe, Terzi ha ribadito l’importanza storica e strategica dell’allargamento dell’Ue verso l’area balcanica. L’ingresso di questi paesi costituisce non solo un processo storico inevitabile, ma una necessità che rappresenta un interesse diretto dell’Italia nel rafforzare la propria presenza in una regione cruciale per gli equilibri europei.

Nella delegazione italiana è stato sottolineato un forte senso di amicizia tra i due paesi, testimoniato dalle frequenti visite dei ministri e dei parlamentari italiani, nonché da un importante interscambio commerciale. Il dialogo ha incluso incontri di grande rilevanza con la presidente dell’Assemblea nazionale serba Ana Brnabic, esponente della minoranza ungherese Elvira Kovacs e il presidente del gruppo parlamentare di amicizia Jovan Palalic.

La presidente Brnabic ha elogiato l’Italia per il consenso mostrato all’apertura del cluster negoziale numero 3, dedicato alla competitività e alla crescita inclusiva, esprimendo preoccupazione per l’atteggiamento critico di alcuni Stati membri. Nonostante il parere positivo della Commissione europea dello scorso novembre, questa mancata apertura rischia di inviare segnali negativi ai cittadini serbi, che nutrivano forti aspettative riguardo al processo di adesione.

Secondo la ricostruzione della presidente Brnabic, il 2026 rappresenta un anno elettorale critico per la Serbia e l’assenza di progressi nel negoziato potrebbe essere interpretata come un mancato sostegno al presidente Vucic. Ha evidenziato inoltre come le lacune nel processo normativo serbo possono essere colmate attraverso percorsi di cooperazione, in particolare mediante la cooperazione parlamentare, ricordando anche il prossimo parere della Commissione di Venezia su alcune modifiche alla legge giudiziaria.

La delegazione ha inoltre affrontato il tema della politica estera serba, non completamente coerente con quella dell’Ue. Elvira Kovacs ha lamentato il pregiudizio manifestato nei vari incontri europei, in particolare riguardo alla posizione della Serbia sulle sanzioni verso la Federazione russa. Ha sostenuto tuttavia che questa divergenza di vedute non deve rappresentare un ostacolo alla prosecuzione dei negoziati di adesione, ribadendo che la Serbia rimane uno Stato indipendente e autonomo nelle sue scelte di politica estera.

Su questo tema cruciale, molti esponenti della politica serba si interrogano circa la volontà effettiva dei paesi europei di proseguire il lavoro comune. La questione delle sanzioni alla Russia emerge come elemento di potenziale criticità nel processo negoziale, mentre cresce l’urgenza di individuare formule di negoziato che permettano l’avanzamento dei lavori senza eccessivi condizionamenti relativi a tematiche parallele.

Jovan Palalic ha sottolineato i profondi legami storici tra i due popoli, risalenti all’epoca dell’antica Roma e del governo della Serenissima, oltre ai rapporti positivi tra il presidente Vucic e la presidente Meloni. Ha rimarcato l’importanza della cooperazione tra la Serbia e le regioni italiane, in particolare la Lombardia, nel contesto dello sviluppo di progetti imprenditoriali comuni.

Nel corso degli incontri, la delegazione italiana ha sottolineato come l’adesione della Serbia debba procedere attraverso un processo ordinato e progressivo di adeguamento dell’ordinamento serbo a quello europeo. Questo percorso consente ai cittadini, alle formazioni sociali e alle imprese di comprendere appieno l’importanza di regole europee condivise, che si rivelano fondamentali per uno sviluppo economico ancora più sostenuto.

Terzi ha ribadito che l’Italia continuerà a lavorare per il sostegno all’adesione serba in tutte le opportune sedi, considerando l’ingresso dei paesi dei Balcani occidentali nell’Unione europea non solo un’evoluzione storica inevitabile, ma una necessità strategica imprescindibile per rafforzare la sicurezza e la prosperità dell’intero continente.

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