Di Luca Franceschi
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Nei Consigli europei a cui ha partecipato il presidente Giorgia Meloni emergono risultati significativi, in particolare per quanto riguarda i temi dell’energia e le politiche migratorie. A testimonianza di questo impegno vi è il riconoscimento europeo dei centri per migranti localizzati in Paesi terzi. Il centro in Albania rappresenta quindi un modello destinato a estendersi in numerosi altri Stati europei, secondo la volontà delle istituzioni comunitarie.
Durante la discussione generale sulle comunicazioni del presidente del Consiglio in Aula, il senatore di Fratelli d’Italia Marco Scurria ha illustrato come questa strategia si inserisca in una cornice europea più ampia. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, commentando il Patto sulla migrazione e l’asilo entrato in vigore, ha evidenziato come questa normativa renderà le frontiere più sicure, gli Stati membri più solidali e i rimpatri più efficienti.
Secondo l’esponente di FdI, questi risultati sono frutto della capacità del governo Meloni di trasferire a livello europeo le istanze che l’Italia sta perseguendo. La maggioranza di governo ha dimostrato efficacia anche nella gestione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, settore nel quale l’Italia ha raggiunto il 70% degli obiettivi previsti e speso l’80% dei fondi stanziati, superando le performance di altri Paesi europei.
L’approccio italiano si contraddistingue dunque per la sua capacità di attrarre capitali e utilizzarli in modo efficiente, differenziandosi dai governi precedenti che avevano disperso le risorse disponibili. Questa via rappresenta il modello su cui continua a muoversi l’attuale esecutivo.
