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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «SUPERBONUS, RICCHIUTI (FDI): DA PATUANELLI COLOSSALI FAKE NEWS, RIDICOLO»

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12.05 - lunedì 25 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia contesta le affermazioni del capogruppo pentastellato Stefano Patuanelli sul Superbonus, definendole una “colossale fake news”. Secondo il vice responsabile nazionale del Dipartimento imprese e mondi produttivi di FDI, Lino Ricchiuti, il leader del Movimento 5 Stelle avrebbe manipolato i dati forniti dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, per attribuire al governo Meloni responsabilità che non gli competono.

La contestazione riguarda principalmente l’interpretazione dei dati sulle irregolarità riscontrate nel Superbonus. Patuanelli sostiene che le anomalie siano passate dal 3% durante il governo pentastellato al 33% sotto l’amministrazione attuale. Ricchiuti spiega però che questa narrazione omette completamente il contesto temporale e le circostanze che determinano questi numeri, ingannando così i cittadini meno esperti di materia fiscale e burocratica.

Il punto centrale della critica riguarda il computo temporale. Il 33% di anomalie registrato nel 2025 non rappresenterebbe una conseguenza delle politiche della destra, ma è semplicemente il risultato dell’ultimo anno utile per la presentazione delle fatture relative ai lavori eseguiti negli anni precedenti. Questo picco di irregolarità rispecchierebbe il “disperato colpo di coda” di coloro che hanno tentato di monetizzare all’ultimo momento i crediti legati alla normativa originaria del Movimento 5 Stelle, costituendo in sostanza la liquidazione finale delle falle strutturali del provvedimento.

Riguardo al presunto 3% di infedeltà nelle pratiche all’inizio del programma, Ricchiuti evidenzia che nella versione originaria del decreto sottoscritto da Conte, i controlli preventivi erano praticamente inesistenti. Lo Stato, secondo questa ricostruzione, pagava indiscriminatamente senza richiedere visti pesanti o asseverazioni restrittive, il che spiega il numero estremamente basso di frodi scoperte all’epoca: semplicemente non venivano ricercate.

La vera realtà dei fatti risulterebbe quindi diametralmente opposta a quella rappresentata dal Movimento 5 Stelle. Se oggi il dato delle anomalie ha raggiunto il 33%, non è perché il governo attuale ha creato le irregolarità, bensì perché finalmente vengono effettuati controlli preventivi efficaci e le frodi vengono intercettate prima di essere liquidate. Il governo Meloni avrebbe dovuto giocare il ruolo di pompiere, bloccando i crediti fraudolenti prima che fossero erogati.

Secondo Ricchiuti, il Movimento 5 Stelle ha lasciato in eredità un buco miliardario che continuerà a pesare per anni sulle finanze pubbliche e sulla crescita economica italiana, costringendo lo Stato a sacrifici enormi. Udire oggi Patuanelli capovolgere i termini della questione e attribuire la colpa a chi sta rimediando ai loro errori rappresenterebbe l’ennesima dimostrazione di totale mancanza di onestà intellettuale. Ricchiuti conclude l’affermazione con una metafora pungente: i pentastellati avrebbero costruito “una casa di paglia e senza porte”, mentre l’attuale governo avrebbe semplicemente “messo i lucchetti per evitare che sciacalli e truffatori finissero di svuotarla”.

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