Di Luca Franceschi
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**Monopolio culturale della sinistra nelle scuole veneziane, l’accusa di Speranzon**
Secondo il senatore Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei Senatori di Fratelli d’Italia e coordinatore regionale del partito in Veneto, da troppo tempo molte scuole e università italiane sono caratterizzate da un vero e proprio monopolio culturale e politico della sinistra. Il politico denuncia come relatori chiaramente schierati vengono invitati senza alcun contraddittorio, spesso proprio durante le campagne elettorali, trasformando così luoghi che dovrebbero essere dedicati alla formazione critica degli studenti in spazi di propaganda politica a senso unico.
Speranzon sottolinea il proprio impegno nel settore dell’istruzione, ricordando il suo ruolo di senatore della Repubblica e la sua appartenenza alla Commissione Esteri e Difesa, alla Commissione Cultura e Istruzione e alla Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Il senatore dichiara di aver offerto la propria disponibilità a diversi istituti scolastici del Comune di Venezia per partecipare a incontri e dibattiti con studenti e docenti, ponendo però una condizione precisa: il confronto democratico e il contraddittorio. Tuttavia, afferma di non aver mai ricevuto risposta da parte delle scuole contattate.
Nel comunicato, Speranzon critica specificamente l’incontro organizzato dall’Istituto Bruno-Franchetti con Pier Luigi Bersani, realizzato senza contraddittorio. All’evento era presente anche Giulia Albanese, docente di storia contemporanea nonché candidata del Partito Democratico alle elezioni comunali di Venezia. Il senatore si interroga su quale modello educativo si intenda trasmettere agli studenti attraverso simili iniziative, accusando la sinistra di utilizzare gli spazi scolastici per ottenere visibilità e fare propaganda politica, presentandola come una lezione imparziale di storia e attualità. Secondo Speranzon, questo tradisce la vera missione della scuola, che dovrebbe insegnare a pensare e non cosa pensare.
Il politico sostiene che la scuola dovrebbe essere il tempio del pluralismo, un luogo dove i ragazzi vengono abituati ad ascoltare idee diverse per formarsi liberamente una propria opinione. In questo contesto, Speranzon sottolinea come ancora più grave sia quanto accaduto all’Università Ca’ Foscari con l’intervento di Francesca Albanese presso il Campus di San Giobbe a Venezia. L’incontro era stato presentato come un momento accademico neutrale, ma secondo il senatore Albanese rappresenta una figura fortemente schierata, divisiva e spesso al centro di polemiche pubbliche.
Speranzon rammenta che Fratelli d’Italia ha promosso una petizione per chiedere al Segretario Generale dell’ONU la revoca dell’incarico di Francesca Albanese, sostenendo che le istituzioni internazionali non possono essere rappresentate da figure che usano il proprio ruolo come megafono ideologico. Il senatore evidenzia come Albanese, che pretende di impartire lezioni di democrazia e diritti, in più occasioni ha dimostrato scarsa disponibilità al confronto con chi non la pensa come lei, arrivando perfino ad abbandonare studi televisivi o a sostenere che alcuni ospiti non dovessero essere invitati. Secondo Speranzon, questo rappresenta la tipica contraddizione della sinistra, che parla di pluralismo ma pratica l’esclusione.
In conclusione, il senatore ribadisce che la scuola e l’università dovrebbero essere luoghi di libertà, confronto e pluralismo culturale, e non strumenti di egemonia politica e indottrinamento ideologico della sinistra.
