(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Le assurde parole con le quali la CGIL di Lecce ha voluto cavalcare un’arida polemica contro la più che giusta intitolazione a Sergio Ramelli di una scuola superiore a Nardò, la dicono lunga sul trasformismo di un sindacato che, invece di occuparsi dei diritti dei lavoratori, cavalca l’onda di una sinistra incapace di fare i conti con la storia.
Con che coraggio la CGIL definisce ‘revisionismo storico’ un atto di memoria condivisa, che vuole stimolare gli studenti a conoscere un periodo buio della nostra Nazione perché mai più torni?! La CGIL conosce quello che accade negli anni di piombo? Sa che Ramelli fu ucciso per un tema scolastico dove criticava l’operato delle Brigate Rosse?! O dovremmo pensare forse che la CGIL ha una posizione accomodante nei confronti delle BR??!
Ramelli fu ucciso a colpi di chiave inglesi. Dovremmo pensare che per quel sindacato tutto questo è legittimo?! Per noi, no!
Ed è invece ricordando quelle morti e promuovendo la pacificazione nazionale, purtroppo mai concretizzata in Italia, che la scuola riscopre il suo ruolo di agenzia educativa che trasmette i valori fondati della Repubblica.
È ora di dire basta a tutti quei ‘soloni’ che cercano in ogni modo di riaccendere la fiamma dell’odio politico”.
Così in una nota la senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino, coordinatore nazionale nel partito del dipartimento Tutela vittime.
