Di Luca Franceschi
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I dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico hanno messo in luce una situazione complessa per l’Italia, nella quale emergono elementi contrastanti. Se da un lato si registra un calo della disoccupazione italiana che proseguirà anche nei prossimi anni, dall’altro emerge chiaramente che questo risultato non è frutto delle politiche dei Cinque Stelle, del governo giallorosso o del reddito di cittadinanza. È l’OCSE stesso, secondo quanto sottolineato, a evidenziare come il debito italiano sia salito oltre il 137% a causa del superbonus e dei bonus edilizi.
Secondo la dichiarazione rilasciata, i Cinque Stelle hanno lasciato in eredità al paese due strumenti ritenuti deleteri per i conti pubblici. A coloro che hanno promosso queste misure viene ricordato come sia toccato a Fratelli d’Italia il compito di amministrare le conseguenze di scelte politiche precedenti, con l’impegno del presidente del Consiglio ritenuto destinato a restare nella memoria storica per il suo carattere gratuito.
Il governo attuale si è trovato di fronte a una situazione in cui i conti pubblici erano stati portati fuori controllo, lasciando molti italiani con un senso di delusione. Sul fronte del calo della disoccupazione, l’azione politica ha potuto contare sulla collaborazione con il mondo produttivo italiano, quello che effettivamente genera occupazione e crescita economica.
Viene ipotizzato che la difficoltà nel comprendere la relazione che lega l’attuale Presidente del Consiglio al tessuto produttivo nazionale possa derivare da questa diversità di approcci. L’esecutivo prosegue il suo lavoro attraverso azioni politiche ritenute serie e consapevoli, rifiutando gli stratagemmi che beneficavano soltanto pochi soggetti e che avrebbero soltanto intossicato l’Italia e la sua popolazione.
