Di Luca Franceschi
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Il senatore Raffaele Speranzon, vice capogruppo vicario di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama, ha commentato duramente gli scontri avvenuti in Val di Susa. Secondo la sua valutazione, quanto accaduto rappresenterebbe un autentico atto di guerra contro lo Stato e le istituzioni dell’ordine pubblico.
I numeri forniti da Speranzon testimoniano la gravità dell’accaduto: oltre 120 agenti delle forze dell’ordine hanno riportato ferite, mentre i danni economici stimati si aggirerebbero intorno al milione di euro. Questi elementi condurrebbero, a giudizio del senatore, a una sola conclusione incontrovertibile: si è trattato di un’azione orchestrata deliberatamente per aggredire poliziotti, carabinieri e finanzieri, nonché per provocare devastazione nel territorio.
Speranzon ha identificato i responsabili negli ambienti dei centri sociali, nelle componenti anarchiche e nelle frange della sinistra radicale. A suo dire, questi gruppi adotterebbero un copione consolidato nel tempo: quanto maggiori siano i danni inflitti a beni pubblici e privati e quanto più violente le aggressioni contro chi rappresenta l’ordine, tanto maggiore sarebbe la soddisfazione rispetto ai risultati conseguiti.
Il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia ha inoltre sottolineato l’evidenza di una rete strutturata di gruppi estremisti, composta sia da cittadini italiani che da stranieri, in grado di coordinarsi efficacemente. Tale rete godrebbe, secondo la sua analisi, di una protezione politica e potenzialmente anche giudiziaria, elemento che desta particolare preoccupazione.
Considerando le immagini documentate dalla Val di Susa e il ripetersi di episodi analoghi in altre città italiane, come verificatosi di recente a Bologna, Speranzon ha ritenuto indispensabile una risposta istituzionale ferma e risolutiva. Ha auspicato che chiunque organizzi, promuova o partecipi a simili attività eversive sia individuato e perseguito applicando il massimo rigore previsto dalla legge.
In conclusione, Speranzon ha rivolto la propria vicinanza personale e istituzionale a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che hanno operato in Val di Susa, rivolgendo un ringraziamento particolare ai 122 agenti feriti, alle loro famiglie e ai colleghi, elogiando il coraggio, la professionalità e il senso dello Stato da loro dimostrati.
