Di Luca Franceschi
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Lino Ricchiuti, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, critica duramente il Movimento Cinque Stelle e Giuseppe Conte per quello che definisce un completo cambio di rotta opportunistico. Secondo Ricchiuti, il problema non risiede in un’evoluzione ideologica, ma in una trasformazione radicale di ruolo che avviene con estrema facilità.
Il rappresentante di FdI sottolinea come il M5S sia passato da una posizione di paladino del “NO” a tutto – dalle riforme alle soluzioni, fino alla coerenza stessa – a una fase in cui si trasforma in “fine diplomatico” quando conviene avvicinarsi all’area di Donald Trump. Questo passaggio da movimento antisistema a frequentatore dei tavoli al ristorante rappresenterebbe, secondo Ricchiuti, un salto logico brevissimo, soprattutto quando serve guadagnare visibilità.
Ricchiuti descrive l’atteggiamento dei seguaci pentastellati come quello di una “curva organizzata”: applaudono e fischiando a comando, mentre intorno rimangono sempre gli stessi, ieri indignati, oggi in silenzio, domani pronti a riscrivere completamente la realtà dei fatti. Nel frattempo, continua, Meloni governa sotto un attacco costante mentre gli avversari portano avanti l’unica strategia che conoscono: il “NO” in stampatello senza presentare alcuna alternativa costruttiva.
Il dirigente di FdI evidenzia quella che definisce l’incoerenza più emblematica: Conte ha accusato per anni Meloni di essere “lo zerbino di Trump”, mentre oggi arriva a dire “Salutami Trump”. Da insulto a saluto il passaggio è brevissimo, situazione che Ricchiuti classifica come vera e propria “teatro dell’assurdo” per mancanza di coerenza.
Infine, Ricchiuti commenta il “campo largo” affermando che, lungi dall’essere davvero ampio, è caratterizzato da una totale perdita di memoria: al suo interno convive tutto tranne una linea politica chiara. La conclusione di Ricchiuti è categorica: non si tratta di evoluzione ma di totale assenza di identità, e proprio per questo motivo il M5S e i suoi esponenti possono essere tutto e, in realtà, non sono niente.
