Di Luca Franceschi
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Il disegno di legge costituzionale su Roma Capitale, fortemente sostenuto da Giorgia Meloni, rappresenta una riforma costruita con uno spirito di condivisione attraverso un costante dialogo sia con le istituzioni capitoline che con quelle regionali. Secondo quanto afferma il senatore Andrea De Priamo, esponente di Fratelli d’Italia e membro della prima Commissione Affari Costituzionali del Senato, il provvedimento è stato elaborato con grande attenzione alle esigenze concrete della città e dei suoi amministratori.
L’obiettivo principale della riforma consiste nel conferire maggiori competenze legislative alla Capitale su materie di rilevanza strategica, tra cui il governo del territorio, il trasporto pubblico, il commercio, il turismo e la gestione dei beni culturali e ambientali. Tali misure erano state pensate tenendo conto specificamente delle richieste avanzate dal Sindaco di Roma Gualtieri, inclusa quella di demandare alla legge ordinaria la definizione del tipo di decentramento amministrativo da attuare nei Municipi, in modo da perseguire una riforma realmente condivisa e attesa da decenni.
De Priamo sottolinea come il percorso legislativo sia stato caratterizzato da pazienza e perseveranza, culminando nel primo voto presso la Camera dei Deputati. Tuttavia, critica l’atteggiamento del Partito Democratico, il quale attraverso l’astensione dal voto avrebbe fatto prevalere quello che il senatore definisce uno spirito di fazione e un’opposizione aprioristica, anteponendo considerazioni di natura politica alle reali necessità di una Capitale che richiede di essere governata con maggiore efficienza e dotata degli strumenti adeguati, così come avviene nelle principali città del mondo.
