Di Luca Franceschi
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L’Italia consegue un importante risultato presso il Consiglio d’Europa in materia di espulsioni di criminali stranieri. Gli Stati membri hanno raggiunto un’intesa che semplifica le procedure di rimpatrio nei confronti degli stranieri condannati, riducendo i rischi di incorrere in sanzioni per supposte violazioni dei diritti umani.
L’organismo europeo ha ceduto alle pressioni esercitate dalla maggioranza degli Stati aderenti, tra cui la Gran Bretagna e l’Italia, che chiedevano una modifica dell’interpretazione della Corte europea dei diritti dell’uomo in senso meno protettivo nei confronti dei diritti degli stranieri.
La Corte di Strasburgo aveva finora adottato orientamenti secondo cui i provvedimenti di espulsione potevano rappresentare una violazione del diritto alla vita familiare degli stranieri condannati, separandoli dai loro congiunti, oppure esporre gli interessati a rischi di trattamenti inumani o degradanti.
Con questo nuovo accordo, il rimpatrio di individui pericolosi e condannati diventa una procedura più agevole ed efficiente. Secondo il senatore Michele Barcaiuolo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Esteri e Difesa del Senato della Repubblica, si tratta di un successo politico riconducibile all’operato del governo Meloni.
