Di Luca Franceschi
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Con la scomparsa di Natalino Irti, il diritto italiano perde uno dei suoi maestri più autorevoli e riconosciuti. A sottolinearlo è il senatore di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, avvocato e membro della Commissione Giustizia del Senato, che ha avuto il privilegio di essere stata allieva dello studioso. Per Campione si tratta anche di una perdita di carattere personale.
Il professor Irti ha lasciato un’impronta significativa sulla cultura giuridica italiana attraverso studi di fondamentale importanza sulla trasformazione del diritto contemporaneo. Le sue ricerche hanno affrontato tematiche cruciali come la teoria della decodificazione e il complesso rapporto tra diritto, tecnica ed economia, contribuendo in modo determinante allo sviluppo della riflessione giuridica nel nostro Paese.
Le lezioni del maestro hanno rappresentato un’aula formativa per diverse generazioni di giuristi, trasmettendo loro non solo rigore scientifico e profondità analitica, ma anche una genuina passione per lo studio e la ricerca nel campo del diritto.
Campione si unisce al dolore della famiglia di Irti, dei suoi allievi e dell’intera comunità accademica e forense. L’insegnamento del grande giurista continuerà a costituire un punto di riferimento significativo per il mondo del diritto e per l’intero panorama della vita culturale italiana.
