(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Profondo apprezzamento per le parole del Ministro e per l’azione del Governo Meloni che, in politica estera, fin dall’insediamento, ha riportato l’Italia in una posizione di centralità, sia in Europa che nella dimensione mediterranea, nell’Indo-pacifico, nell’America latina e nel mondo. Una centralità che non si vedeva da molto tempo, forse non si vedeva dai tempi dell’immediato dopoguerra di De Gasperi ed Einaudi.
Viviamo in un’epoca di chiaro indebolimento dell’ordinamento internazionale e del multilateralismo delle Nazioni Unite, ce ne rammarichiamo tutti ma dare la colpa di ciò al presidente Trump non ha alcun senso.
Sul merito della questione, il Board of Peace si fonda sulla Risoluzione 2803, approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. È un qualcosa di strutturato e precedentemente accettato da entrambe le parti, sia da Israele che da Hamas. Basta leggere il testo della risoluzione, è già tutto lì. Il Governo Meloni ha scelto una linea rispettosa della sua Costituzione, partecipando come Stato osservatore.
Occorre guardare anche il quadro generale dell’azione italiana oggi: in Medio Oriente la testa del serpente è chiaramente il regime iraniano e chapeau al nostro Governo per esser stato fortemente traente in Europa nella decisione di inserire nella lista delle organizzazioni terroristiche i Guardiani della Rivoluzione islamica (IRGC), coloro che di fatto sono il braccio armato del regime di Teheran.
Alla faccia di chi da tempo decanta come ‘movimenti di resistenza’ le milizie armate dall’Iran come Hamas, gli stessi che vorrebbero imporre ad occhi chiusi sanzioni a Israele anziché di fatto agire per la pace. Da vent’anni ormai, personaggi come Barghouti e tante persone del mondo politico italiano invocano a prescindere azioni contro Israele, perché Israele per loro non è mai vittima. Dopo 2000 anni di pogrom, uno dopo l’altro, dopo la Shoah e il 7 ottobre 2023, ancora Israele viene visto da alcuni come l’aggressore.
Infine, chi lamenta che il Board of Peace sia una specie di mostro giuridico, dovrebbe rammentare l’esperienza del 2003, quando i tre ministri degli esteri – il britannico, il francese e il tedesco – non sulla base di una risoluzione del Consiglio di sicurezza come oggi ma sulla base di una semplice decisione del consiglio d’amministrazione della AIEA. Decisero di avviare un percorso negoziale sull’eliminazione dell’arricchimento nucleare in Iran, programma che poi fu denunciato grazie ai movimenti di resistenza iraniani – quelli veri.
L’Italia allora si tenne fuori proprio perché non soltanto mancava la base giuridica, ma anche perché ritenevamo in quel momento che l’operazione sarebbe stata poco efficace. E infatti, l’Iran ha continuato per altri vent’anni a prenderci in giro sulla questione del disarmo nucleare. Oggi il quadro è definito dalle Nazioni Unite con una risoluzione, è una situazione ben diversa”.
Lo ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi in audizione del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, sui più recenti sviluppi relativi al Piano di Pace per la Striscia di Gaza e alla costituzione del Board of Peace.
