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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «FISCO, RICCHIUTI (FDI): DA FDI VOLONTÀ DI COSTRUIRE SISTEMA VICINO A CHI PRODUCE»

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12.05 - mercoledì 17 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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Negli ultimi tre anni l’esecutivo Meloni ha realizzato l’intervento più organico di riforma del sistema della riscossione fiscale che la storia repubblicana abbia mai conosciuto. Non si tratta di condoni o di agevolazioni prive di fondamento, bensì del riconoscimento che un apparato sanzionatorio squilibrato, che in materia IVA poteva arrivare a colpire il contribuente fino al 240 percento dell’imposta dovuta, non genera gettito ma produce risentimento e favorisce l’evasione. La visione sottesa è elementare: chi lavora quotidianamente, chi produce, chi ogni mattina apre una partita IVA assumendosi i rischi dell’impresa, merita un Fisco che lo consideri un cittadino e non un nemico.

Per molti anni migliaia di piccoli imprenditori, artigiani e lavoratori autonomi si sono trovati schiacciati da debiti moltiplicati non per intento fraudolento verso lo Stato, ma perché una fase di difficoltà economica si era trasformata, attraverso sanzioni esorbitanti e interessi che si accumulavano incessantemente, in una situazione senza possibilità di recupero. L’Esecutivo Meloni ha costruito progressivamente una via d’uscita da questa condizione.

Sin dalla prima Legge di Bilancio del 2023 le sanzioni sugli avvisi bonari sono state abbassate al 3 percento, il termine per rispondere e regolarizzarsi è stato raddoppiato da 30 a 60 giorni, e i debiti di piccolo importo risalenti a oltre sette anni sono stati cancellati. Attraverso la rottamazione quater è stata garantita a milioni di contribuenti l’opportunità di estinguere il proprio debito senza versare sanzioni, interessi o altri oneri. Con il decreto legislativo 87 del 2024 le sanzioni tributarie hanno subito una riduzione importante: le sanzioni per omessa dichiarazione IVA, che precedentemente potevano raggiungere il 240 percento dell’imposta dovuta, sono state ridotte di quasi due terzi. La dichiarazione infedele, precedentemente sanzionata tra il 90 e il 180 percento dell’imposta, oggi è assoggettata al 70 percento, mentre chi si regolarizza spontaneamente prima di qualsiasi verifica scende al 50 percento.

Con il decreto legislativo 110 del 2024 la rateizzazione ordinaria è stata estesa da 72 a 120 rate mensili, equivalenti a dieci anni, con accesso semplificato per chi comunica difficoltà economica senza necessità di documentazione complessa. È stato introdotto il discarico automatico dei crediti inesigibili, al fine di liberare il sistema da posizioni irrecuperabili. La Legge di Bilancio 2026 ha portato la rottamazione quinquies, che copre tutti i carichi fino al 31 dicembre 2023 e riapre la possibilità anche a chi era decaduto dalla quater. Con il decreto legge 38 del 2026 la quinquies è stata allargata anche ai debiti verso Comuni, Province e Regioni relativi a IMU, TARI e sanzioni del codice della strada, con facoltà per ogni ente di decidere se aderire.

È stato inoltre riformato dopo ventitré anni lo Statuto del contribuente, introducendo il contraddittorio obbligatorio precedente a qualsiasi atto impositivo e l’obbligo per l’amministrazione di motivare ogni contestazione con prove concrete. L’inosservanza di queste regole comporta l’annullamento dell’atto. Non si tratta di una questione meramente tecnica, ma del riconoscimento che il contribuente possiede diritti, non soltanto obblighi.

L’impegno verso le piccole imprese, gli artigiani e i lavoratori autonomi non si è circoscritto unicamente alla riscossione. Dalla prima Legge di Bilancio del 2023 la soglia di accesso al regime forfettario è stata innalzata da 65.000 a 85.000 euro di ricavi annui, permettendo a decine di migliaia di partite IVA ulteriori di permanere nella flat tax al 15 percento e di operare con minore complessità burocratica e pressione fiscale ridotta. Si tratta di una misura che le istituzioni comunitarie continuano a richiedere di eliminare e che il Governo continua a proteggere.

Il percorso di riforma non è concluso. L’orientamento strategico di Fratelli d’Italia è la costruzione di un sistema fiscale progressivamente più attento a chi produce e sempre meno orientato secondo la logica punitiva. Le sanzioni devono proseguire nel percorso di riduzione poiché punire un errore non deve significare distruggere chi lo commette. La rateizzazione deve diventare uno strumento ordinario e non eccezionale. La relazione tra Fisco e contribuente deve fondarsi sulla fiducia e sulla cooperazione, non sul dubbio. Il lavoro proseguirà con la medesima risolutezza degli ultimi tre anni.

Chi oggi sostiene che questo Governo non ha attuato alcunché per le partite IVA in difficoltà o non conosce neppure una norma approvata in questo triennio, oppure volontariamente distorce la verità per convenienze politiche. Il Governo non ha attribuito vantaggi immotivati a chicchessia. Ha cessato di considerare chi attraversa una stagione complicata come se fosse trasgressore. Ha riconsegnato dignità a chi crea valore, a chi si espone ai rischi imprenditoriali, a chi quotidianamente contribuisce al funzionamento della nazione attraverso il proprio impegno.

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