(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Governo Meloni compie un passo che mancava da quasi quarant’anni con l’approvazione preliminare del nuovo TUIR: 376 articoli che riordinano oltre 1.200 modifiche stratificatesi dal 1986.
È il settimo intervento del piano di riforma fiscale e rappresenta un cambio di passo strutturale per la certezza del diritto e la semplificazione a favore di famiglie, imprese e professionisti.
C’è un aspetto che finora è passato sotto silenzio: per la prima volta un Testo Unico integra in modo organico flat tax, regime forfettario e Global Minimum Tax.
Un coordinamento tecnico complesso, atteso da decenni dagli addetti ai lavori, frutto di mesi di lavoro congiunto tra MEF e Agenzia delle Entrate.
Un risultato reso possibile anche dal lavoro puntuale e costante del viceministro Maurizio Leo, che ha guidato il processo di riordino con competenza e visione.
Di fronte a un intervento di questa portata, sorprende l’atteggiamento dell’opposizione: per anni ha denunciato la “giungla normativa”, ma oggi, davanti al primo vero riordino organico del TUIR, sceglie di minimizzare o spostare il dibattito altrove.
Mentre altri si limitano alle critiche di giornata, il Governo Meloni continua a lavorare per completare entro la legislatura una riforma fiscale attesa da decenni.
Lo dichiara il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.
