Di Luca Franceschi
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Per anni la sinistra ha sostenuto che ogni misura di rateizzazione o rottamazione rappresentasse un favore agli evasori. La realtà dei fatti, tuttavia, è decisamente diversa. Chi conosce le dinamiche economiche concrete sa perfettamente che negli ultimi anni decine di migliaia di famiglie, lavoratori autonomi e piccole imprese sono state travolte da una successione di crisi economiche, dall’impennata dei costi energetici, dall’inflazione e dal generalizzato aumento dei prezzi. L’estensione della rottamazione quinquies anche agli enti locali rappresenta un’azione che va nella direzione diametralmente opposta rispetto alla retorica della sinistra.
Questa misura non premia coloro che operano in modo scorretto, bensì sostiene cittadini e attività economiche che attraversano difficoltà ad adeguarsi alle normative fiscali in modo sostenibile. La distinzione fondamentale è questa: la sinistra propende frequentemente per uno Stato che persegue anche coloro i quali non dispongono più della capacità materiale di adempiere ai propri obblighi; il governo Meloni intende invece costruire uno Stato autorevole ma giusto, in grado di operare una chiara distinzione tra l’evasione deliberata e le genuine difficoltà economiche.
La misura consente inoltre ai Comuni di recuperare risorse che correrebbero altrimenti il rischio di non essere mai incassate, convertendo vecchi crediti che risulterebbero inesigibili in entrate effettive e concrete per i rispettivi territori. Fratelli d’Italia e l’esecutivo stanno operando per instaurare un rapporto più equilibrato tra cittadini e amministrazione fiscale, caratterizzato da minore accanimento burocratico, da maggior buon senso e da concrete possibilità di rilancio per chi intende tornare a contribuire regolarmente alla collettività.
