Di Luca Franceschi
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L’Istat ha diffuso dati che attestano un significativo progresso nella lotta alla dispersione scolastica nel nostro Paese. Il risultato del 2025, fissato all’8,2%, consente all’Italia di raggiungere con anticipo l’obiettivo stabilito dall’Unione Europea attraverso l’Agenda 2030. Un traguardo che testimonia la validità delle strategie adottate dal Governo Meloni e dal Ministro Valditara nel settore dell’istruzione.
Tra i fattori che maggiormente hanno contribuito a questo esito figura il modello “4+2” implementato nella formazione tecnico-professionale, che ha ottenuto riconoscimenti anche a livello internazionale. La riforma ha permesso di rafforzare in modo sostanziale i legami tra le istituzioni scolastiche e il sistema produttivo, garantendo che i programmi formativi rispondano più efficacemente alle necessità delle aziende.
Grazie a questo approccio, i giovani hanno accesso a opportunità concrete di collocamento nel mondo del lavoro. L’integrazione tra competenze di carattere teorico e pratico ha dimostrato di ridurre significativamente il fenomeno dell’abbandono scolastico, valorizzando al contempo le capacità specifiche di ogni studente.
La contrazione della dispersione scolastica conferma l’importanza di puntare su innovazione didattica, orientamento professionale e percorsi specializzanti. Secondo quanto dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo, membro della Commissione Cultura del Senato e viceresponsabile del Dipartimento Istruzione del partito, è necessario mantenere questa direzione con coerenza, consolidando i risultati raggiunti e proseguendo gli investimenti in una scuola che sia in grado di includere, istruire e indirizzare le generazioni future verso il mondo del lavoro.
