Di Luca Franceschi
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Secondo Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione parlamentare Covid, gli eventi di oggi dimostrano in maniera evidente che l’opposizione di sinistra teme le rivelazioni che emergeranno dai lavori della commissione. La politica progressista, sostiene Zedda, avrebbe “la coscienza sporca” e pretenderebbe che l’inchiesta non metta in evidenza le responsabilità inequivocabili risalenti al periodo in cui governava.
L’abbandono della seduta odierna della commissione da parte dell’opposizione viene interpretato da Zedda come un comportamento che riflette profonda inquietudine rispetto agli eventi più critici della storia nazionale, di cui la sinistra “si vergogna evidentemente”. Secondo la senatrice di Fratelli d’Italia, tale atteggiamento costituisce un gesto di “autentica paura” volto a impedire ulteriori approfondimenti.
Nel corso delle audizioni della commissione è emersa una notizia rilevante riguardante una consulenza affidata a Luca Di Donna, avvocato dello studio dell’ex premier Giuseppe Conte. La parcella ammonta a 454mila euro. Secondo la testimonianza di Marco Spadaccioli, dipendente dell’azienda di tecnologie mediche Adaltis Srl, tale compenso sarebbe stato erogato esclusivamente per l’attività di controllo dei documenti prima della loro pubblicazione.
Zedda sottolinea come questo “dettaglio” si aggiunge ai numerosi elementi già emersi nel corso della commissione. L’insieme di queste rivelazioni spingerebbe l’opposizione, a suo dire, a ricorrere a “azioni stile Aventino” per distogliere l’attenzione da una gestione trasparente dei lavori della commissione stessa.
