Di Luca Franceschi
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La prescrizione dei reati nei confronti di Giuseppe Ruocco, Ranieri Guerra e Mara Grazia Pompa non estingue le responsabilità omissive che hanno determinato l’impreparazione nella gestione della pandemia di Covid-19. È quanto risulta dalle motivazioni della sentenza depositate il 26 maggio scorso dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Roma nel procedimento relativo all’omesso aggiornamento del Piano Pandemico nazionale.
Secondo i parlamentari di Fratelli d’Italia che compongono la commissione Covid, desta sorpresa il fatto che il Gup e il Pm si siano allontanati dall’interpretazione sulla prescrizione fornita dal Gip, dottoressa Gavoni, la quale aveva disposto l’imputazione coatta ritenendo che il reato di omissioni di atti d’ufficio sussistesse fino a tutto il periodo in cui la popolazione era stata esposta a pericolo. Tale pericolo si sarebbe concluso solamente con l’adozione del Piano pandemico del 2021, successivamente aggiornato compiutamente dal Governo Meloni.
Ancora più sorprendente risulta che il Pm abbia scelto di non contestare l’epidemia colposa, sebbene vi fossero tutti gli elementi necessari per procedere. I rappresentanti di FdI si interrogano se ancora una volta la volontà di coprire le responsabilità di chi avrebbe dovuto agire e non lo ha fatto predomini su ogni altra considerazione anche di ordine giuridico.
Le responsabilità emerse sono di straordinaria gravità e non risultano essere solamente di natura giudiziaria, ma anche e principalmente di carattere politico. Era compito della sfera politica e in particolare del governo dell’epoca indirizzare i tecnici verso l’aggiornamento e l’attuazione di un Piano pandemico che avrebbe potuto salvare vite umane.
Per queste ragioni, i parlamentari di Fratelli d’Italia aderiscono alla ricerca di verità e giustizia insieme ai familiari delle vittime del Covid-19 e continueranno a chiedere un rendiconto di quanto accaduto presso la commissione d’inchiesta Covid.
