Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni ha gestito la crisi energetica con tempestività e concretezza, contenendo gli effetti dei rincari dei carburanti meglio di altri grandi Paesi europei. Questo è quanto certificano i dati diffusi dal Centro studi di Unimpresa, che smentiscono le posizioni critiche della sinistra. Mentre Francia e Germania hanno registrato aumenti considerevolmente più pesanti sui carburanti, l’Italia ha mantenuto prezzi inferiori e incrementi al di sotto della media europea, grazie a misure precise e tempestive adottate dall’esecutivo, a partire dal taglio delle accise deciso nel pieno della crisi internazionale generata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
I risultati ottenuti sono tangibili e misurabili. Nel periodo più critico, la benzina è aumentata del 7% in Italia, a fronte del 18% registrato in Francia e del 15% in Germania. Anche per quanto riguarda il gasolio, il nostro Paese ha mostrato una maggiore resistenza rispetto ai principali partner europei. Questi dati dimostrano come il governo abbia effettivamente protetto il potere d’acquisto delle famiglie, sostenuto le imprese e tutelato chi quotidianamente lavora e produce.
Di fronte a uno shock energetico senza precedenti, l’esecutivo ha scelto di stare dalla parte degli italiani attraverso interventi rigorosi, un monitoraggio costante e una strategia energetica solida e credibile. Diversamente, dalle forze di opposizione continuano a provenire principalmente polemiche di natura ideologica e tentativi di delegittimazione che vengono regolarmente contraddetti dai fatti e dai dati numerici.
A dichiararlo è Simona Petrucci, senatrice di Fratelli d’Italia.
