Di Luca Franceschi
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Il senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e responsabile nazionale Sport del partito, interviene sulla situazione del calcio italiano con una valutazione critica delle responsabilità assunte dal presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina.
Secondo Marcheschi, le responsabilità che Gravina si è assunto risultano doverose, tuttavia il rinvio delle dimissioni al Consiglio federale appare come un rituale prevedibile e autoassolutorio, quasi un passaggio teatrale tra corresponsabili. Il senatore sottolinea come, di fronte alla richiesta di assumere responsabilità con un passo indietro già avanzata in precedenti occasioni anche da Palazzo Chigi, il sistema calcio ha risposto confermando i vertici di tutte le sue componenti. In particolare, Gravina è stato rieletto presidente con il 97 per cento dei voti.
L’analisi di Marcheschi individua problemi profondi e strutturali nel calcio italiano, come evidenziato anche dalla relazione parlamentare sulla crisi del settore. Tali questioni riguardano tutte le componenti del sistema, che risulta sempre più orientato verso il business individuale e sempre meno dedito alla valorizzazione dei giovani talenti e della Nazionale.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia identifica inoltre un evidente nodo nel rapporto con la politica, spesso caratterizzato da incoerenze. Da un lato la politica viene chiamata a intervenire per sostenere economicamente il sistema calcistico; dall’altro le viene impedito di incidere sulle riforme necessarie, che il calcio conosce da anni ma continua a rinviare.
Ne emerge, secondo Marcheschi, un sistema bloccato e governato da una casta autoreferenziale che riesce a perpetuarsi nonostante gli insuccessi ripetuti. Al contempo, la politica, pur sollecitata dall’opinione pubblica a intervenire, si trova limitata dall’autonomia riconosciuta al sistema sportivo e dalle autorità che la presidiano.
Secondo il senatore, un vero reset attraverso un commissariamento avrebbe dovuto coinvolgere anche tutte le componenti che sostengono Gravina nella sua permanenza al vertice della federazione calcistica italiana.
