Di Luca Franceschi
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Le commissioni VIII e IX del Senato hanno dato il via libera a un emendamento che irrigidisce significativamente le sanzioni penali nei confronti dei bracconieri. La misura, esaminata durante i lavori sul disegno di legge riguardante la modifica della legge sulla protezione della fauna selvatica e il prelievo venatorio, rappresenta un passo importante nella lotta al bracconaggio e alla caccia illegale.
L’emendamento, presentato dal senatore Andrea De Priamo di Fratelli d’Italia e sottoscritto anche dal senatore Balboni e dal presidente della Nona Commissione Luca De Caro, introduce aumenti sostanziali delle pene previste dall’articolo 30 della legge n. 157 del 1992. Le violazioni che subiranno inasprimenti sanzionatori comprendono la pratica della caccia in zone protette quali parchi nazionali, parchi naturali regionali e riserve naturali, nonché la caccia effettuata in periodi non autorizzati. Inoltre, saranno puniti con maggiore severità l’abbattimento e la cattura di animali appartenti a specie protette dalle normative vigenti.
Secondo quanto dichiarato da De Priamo, l’approvazione della misura conferma l’impegno del Governo Meloni e di Fratelli d’Italia verso la protezione dell’ecosistema. L’orientamento politico intende promuovere una visione equilibrata in cui la caccia e il prelievo faunistico restano consentiti, ma unicamente nel rispetto rigoroso della legalità, senza tolleranza alcuna per il bracconaggio e la caccia di frodo. De Priamo ha sottolineato come l’astensione delle opposizioni sul provvedimento risulti incomprensibile, considerata l’importanza della questione ambientale e della preservazione della fauna selvatica.
