Di Luca Franceschi
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Durante il question time svoltosi in Senato, è stato affrontato il tema della Strategia nazionale per le aree interne. La discussione ha permesso di registrare con favore la risposta fornita dal ministro Foti, che ha confermato come il lavoro avviato stia procedendo in modo ottimale. Le 22 strategie territoriali già approvate rappresentano un risultato concreto e significativo, fondato su un approccio efficace che prende le mosse dai fabbisogni reali dei territori e valorizza il coinvolgimento diretto delle comunità locali e degli enti territoriali.
Un elemento particolarmente rilevante della strategia è la capacità di coordinare e mettere a sistema le risorse provenienti da diversi livelli: nazionali, europee e regionali. Questo coordinamento rafforza una visione integrata delle politiche di coesione territoriale, consentendo di superare gli approcci frammentati e di ottenere risultati più significativi e duraturi.
La sinergia tra i diversi livelli istituzionali, combinata con il metodo di lavoro “dal basso”, rappresenta il principale punto di forza dell’intera Strategia. Questo approccio consente di costruire interventi mirati e sostenibili nel tempo, in grado di rispondere effettivamente alle necessità specifiche di ciascun territorio.
Per consolidare e sviluppare ulteriormente questo percorso positivo, risulta importante continuare a rafforzare il supporto degli organismi nazionali più qualificati. Tale supporto è essenziale per accompagnare i piccoli comuni e le realtà più fragili durante le fasi di attuazione dei progetti e delle iniziative previste dalle strategie territoriali.
Il percorso intrapreso dimostra di essere positivo e merita di essere ulteriormente sviluppato, al fine di garantire servizi adeguati nelle aree interne, contrastare efficacemente il fenomeno dello spopolamento e offrire nuove opportunità di crescita economica e sociale ai territori interessati.
