Di Luca Franceschi
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Il Senato ha approvato definitivamente la Legge annuale sulle PMI, un provvedimento che merita una considerazione più profonda rispetto all’attenzione ricevuta finora. Da quando nel 2011 la Legge 180 impose a ogni esecutivo l’approvazione annuale di questo strumento normativo, nessun governo precedente aveva mai assolto questo obbligo. Il governo Meloni ha invece mantenuto tale impegno, trasformando una promessa in un fatto concreto e tangibile.
Le misure introdotte dal provvedimento rispondono a esigenze concrete del tessuto produttivo italiano. Tra i principali interventi figurano la detassazione degli utili reinvestiti nelle reti d’impresa, la staffetta generazionale che promuove il passaggio a part-time dei lavoratori più anziani agevolando il loro accesso alla pensione attraverso l’assunzione contemporanea di giovani under 35, e l’innovazione che consente di utilizzare i beni di magazzino come garanzia per l’accesso ai finanziamenti. Si tratta di strumenti operativi pensati per chi quotidianamente gestisce un’impresa e si confronta con le sfide del mercato.
In questa medesima settimana, la Corte di Giustizia Tributaria di Padova ha pronunciato una sentenza significativa, stabilendo che un punteggio basso negli ISA non può costituire da solo elemento sufficiente per l’apertura di un accertamento fiscale. La decisione richiede il supporto di prove concrete e di indizi gravi e precisi. Tale pronuncia non rappresenta un’eccezione isolata, bensì l’espressione di un orientamento culturale che il governo Meloni ha impresso al sistema fiscale italiano attraverso la riforma fiscale e l’introduzione del nuovo Statuto del Contribuente, entrato in vigore a gennaio 2024.
Con l’entrata in vigore della nuova normativa, l’amministrazione fiscale ha acquisito l’obbligo di informare preventivamente il contribuente prima di notificare un accertamento, concedendogli sessanta giorni per fornire spiegazioni e difendersi. Un diritto fondamentale che nella precedente impostazione normativa non trovava riconoscimento. Negli anni precedenti, commercianti, artigiani e piccoli imprenditori si sono frequentemente confrontati con un atteggiamento investigativo che li considerava presuntivamente evasori, con l’onere di provare la propria correttezza.
Il governo Meloni ha rovesciato questa prospettiva culturale e normativa. Chi esercita la propria attività secondo principi di onestà non rappresenta un bersaglio da perseguire, ma costituisce il fondamento su cui riposa la struttura economica e sociale del paese. L’impegno di Fratelli d’Italia rimane orientato verso il proseguimento di questa direzione, poiché la crescita economica dell’Italia dipende dalla fiducia che le istituzioni ripongono nei propri imprenditori, nei commercianti e negli artigiani, permettendo loro di operare in un contesto normativo equo e rispettoso.
