(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“Le dichiarazioni della CGIL di Lecce sull’intitolazione di una scuola a Sergio Ramelli sono gravi e inaccettabili. Parole che, al di là delle opinioni politiche, riportano il dibattito pubblico a un clima di intolleranza e odio ideologico che la storia del nostro Paese dovrebbe aver definitivamente archiviato.
Definire ‘provocazione’ il ricordo di un ragazzo assassinato per le proprie idee, e bollare come ‘divisiva’ una vittima della violenza politica, significa rimuovere il dato essenziale: Sergio Ramelli fu ucciso perché non si tollerava la libertà di espressione.
È proprio quello stesso clima di demonizzazione dell’avversario, oggi riproposto con parole irresponsabili, che negli anni Settanta armò la mano di chi uccideva.
La memoria non può essere selettiva né piegata a una lettura ideologica della storia. Intitolare una scuola a Sergio Ramelli non significa riscrivere la Costituzione o fare apologia di alcunché, ma affermare un principio universale: la condanna di ogni violenza politica e il rispetto per tutte le vittime innocenti, senza distinzioni di parte.
Colpisce che un sindacato, che dovrebbe promuovere dialogo, inclusione e rispetto, scelga invece di alimentare contrapposizioni, delegittimando il ricordo di un giovane ucciso e insinuando giudizi che finiscono per giustificare, seppur indirettamente, l’odio di ieri e di oggi”.
Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Saverio Congedo.
