Di Luca Franceschi
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Fabio Pietrella, deputato di Fratelli d’Italia e componente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, esprime il suo giudizio positivo sulla posizione assunta dalla Francia. Il parlamentare definisce come “un atto politico serio e doveroso” la richiesta avanzata dal governo francese relativa alle dimissioni della relatrice speciale ONU per i Territori palestinesi, Francesca Albanese.
Secondo Pietrella, esiste una linea di demarcazione fondamentale che le istituzioni internazionali devono rispettare. Quando la critica legittima rivolta a un governo si trasforma in un attacco diretto a uno Stato nella sua dimensione di popolo e nazione, si oltrepassa un confine che le organizzazioni internazionali non possono ignorare.
Il deputato di Fratelli d’Italia ricorda che in sede di Consiglio d’Europa è già stato sollevato il tema dell’equilibrio e dell’imparzialità degli organismi internazionali incaricati di vigilare sul rispetto dei diritti umani. Secondo Pietrella, la credibilità delle Nazioni Unite riposa sulla terzietà: nel momento in cui questa viene meno, l’intero sistema multilaterale si indebolisce e si genera una pericolosa delegittimazione delle istituzioni.
Pietrella sottolinea la differenza sostanziale tra due atteggiamenti diversi. Da un lato, criticare le politiche di un governo rappresenta un atto legittimo e parte integrante del confronto democratico. Dall’altro lato, mettere in discussione la legittimità di uno Stato o colpire un popolo nel suo insieme costituisce una questione completamente diversa.
In un contesto storico caratterizzato dalla recrudescenza dell’antisemitismo in Europa e nel resto del mondo, Pietrella sottolinea l’importanza della responsabilità che deve guidare chi ricopre incarichi istituzionali. Il parlamentare accoglie con favore la posizione espressa dal ministro degli Esteri francese e auspica che il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU affronti la questione con la dovuta serietà e rigore.
Pietrella conclude il suo intervento ribadendo un principio fondamentale: le istituzioni internazionali devono rappresentare luoghi di equilibrio e non diventare arene di polarizzazione ideologica.
