Di Luca Franceschi
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La Corte Costituzionale ha stabilito un principio importante: il legislatore possiede il diritto pieno di regolamentare il funzionamento dei Centri per il rimpatrio, operando nel rispetto della Costituzione e della normativa europea. Secondo questa decisione, strumenti come la protezione internazionale non possono essere utilizzati con finalità elusive rispetto ai provvedimenti di espulsione. È quanto sostiene il deputato di Fratelli d’Italia Gaetana Russo commentando la pronuncia della Consulta.
Negli ultimi anni l’Italia ha registrato interpretazioni che hanno effettivamente limitato l’efficacia dei provvedimenti di espulsione. Questo ostacolo è stato determinato da un utilizzo strumentale delle richieste di asilo, presentate talvolta persino da soggetti con precedenti penali gravi o considerati pericolosi per l’ordine pubblico.
Il Governo italiano ha dimostrato capacità nel dettare la linea a livello europeo sulla questione dei “Paesi sicuri” ai fini dei rimpatri. Tuttavia, era necessario anche un irrigidimento delle norme relative allo strumento della protezione internazionale. L’obiettivo è evitare che le procedure nate per tutelare coloro che fuggono da persecuzioni si trasformino in escamotage per sottrarsi all’applicazione della legge, specialmente nei casi di individui con precedenti penali o considerati pericolosi.
La Corte Costituzionale riconosce oggi la legittimità dell’obiettivo di impedire automatismi nella sospensione dei trattenimenti nei Centri per il rimpatrio. In questo modo viene ristabilito un equilibrio tra diritti e doveri, garantendo sia la sicurezza per i cittadini che il rispetto delle regole.
Secondo Russo, la pronuncia della Consulta rappresenta un importante riconoscimento del lavoro avviato dal Governo Meloni. Questo riconoscimento consentirà di proseguire con maggiore determinazione nel rafforzare gli strumenti già in campo, rendendo effettive le espulsioni e contrastando ogni forma di abuso delle procedure di asilo.
