Di Luca Franceschi
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L’assordante silenzio e il muro eretto per nascondere la verità sulle vittime delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata rappresentano tra le pagine più dolorose della storia nazionale, rimaste per troppo tempo avvolte dall’indifferenza e dall’oblio. Secondo l’onorevole Umberto Maerna, deputato di Fratelli d’Italia, ricordare significa guardare in faccia la verità, senza paura e senza ambiguità. La memoria delle foibe non appartiene a una parte politica o a una porzione di confine, ma all’Italia intera, rappresentando un dovere morale e civile verso le vittime, le loro famiglie e le future generazioni.
L’esponente di Fratelli d’Italia richiama le parole del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ribadito come il ricordo non sia rancore, ma giustizia, e come la Nazione non debba mai più permettere che questa tragedia venga piegata, ridotta o negata. Ogni tentativo negazionista o riduzionista va respinto con fermezza, poiché la memoria non divide: unisce e rafforza la comunità nazionale, costituendo il fondamento di una storia condivisa che rende l’Italia più consapevole e più forte.
Maerna sottolinea il valore delle riflessioni emerse dall’intervista del Presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha ricordato come per decenni il dramma delle foibe sia stato un tabù e come sia stato necessario un lungo impegno politico e culturale per restituire verità e dignità a quella memoria. Il testimone è stato ricevuto e ora esiste il dovere di non farlo cadere. Onorare il Giorno del Ricordo significa difendere la verità storica e rendere giustizia a chi ha pagato con la vita o con l’esilio la scelta di rimanere italiano. La Nazione non permetterà mai più che questa storia venga dimenticata.
